Dal Colosseo alle luci rosse: Marino fa ridere pure il Washington Post

Dal Colosseo alle prostitute. Dai capolavori dell’arte al sesso con i trans in strada. Dall’età imperiale a Ignazio Marino. “Venite a Roma per le chiese, le rovine e… il quartiere a luci rosse?”. Il piano del Campidoglio di creare una “zona di tolleranza” delle lucciole all’Eur è approdato sul Washington Post. “La Città eterna si scontra con la professione più antica del mondo e le scintille volano”, scrive il quotidiano della capitale americana.

Le luci rosse di Marino fanno ridere tutti

“In una città di peccatori quanto di santi”, si legge nell’articolo, il piano sta incontrando le forti resistenze della Chiesa Cattolica e delle stesse prostitute. “Col risultato – ironizza il giornale – di collegare il sipario su un’opera molto italiana centrata su un piano i cui critici definiscono il classico tentativo di spazzare il peccato sotto il tappeto“. Il Washington Post raccoglie pareri pro e contro l’iniziativa tra cui il sindaco Ignazio Marino secondo cui “un piano imperfetto è meglio di niente” per poi concludere che “lo scontro creato dal progetto sta portando in superficie l’ interrogativo scomodo della prostituzione dilagante in un paese che ha una incredibile difficoltà a parlare di sesso, a dispetto dell’essere la patria di una certa vena di machismo”.

Le bambole gonfiabili e la scomunica della Santa Sede

Una polemica infinita, quindi, sull’ennesima folle idea di Ignazio Marino. Critiche ovunque, manifestazioni di protesta, bambole gonfiabili portate in piazza del Campidoglio dai consiglieri del centrodestra, fino alla “scomunica” da parte della Santa Sede, affidata all’Osservatore Romano in un editoriale a firma di suor Eugenia Bonetti: “Ci sconvolge questa decisione che è espressione dell’incapacità di guardare in faccia il fenomeno nella sua complessità e drammaticità”.