Crisi, Mattarella vede la luce in fondo al tunnel. Ma basta con il rigore

Un’intervista ad ampio raggio al più importante quotidiano francese, Le Figaro, un po’ per presentarsi ai cugini d’Oltralpe ma soprattutto per spiegare alla vigilia del suo viaggio a Parigi il ruolo dell’Italia nel contrasto e nel superamento della crisi che da circa un decennio angoscia l’Europa. Affronta molti temi il presidente Sergio Mattarella: dal suo essere «persona normale» che cerca di «utilizzare i mezzi pubblici ogni qualvolta mi sarà possibile farlo», all’Isis, ormai «ad un passo dall’Europa», per sconfiggere il quale occorre sostenere l’azione dell’Onu e «coinvolgere non solo l’Europa, ma anche e soprattutto i Paesi arabi limitrofi», alla «lotta senza quartiere contro ogni forma di mafia e di prevaricazione».

Mattarella: indispensabili riforme e piano Juncker

Il fulcro dell’intervista a Le Figaro, tuttavia, è incentrato sugli aspetti della crisi europea e sui suoi riflessi sull’economia italiana. Il neo presidente concorda con la ricetta del rigore, ma ne parla come di una fase da superare «con il rilancio della crescita economica». L’argomento è tutt’altro che pacifico per la Germania ma è praticamente scontato che le parole di Mattarella troverà in François Hollande un interlocutore molto interessato ad approfondirlo in una Francia con un deficit molto elevato e poco disposta a seguire supinamente le ricette del cancelliere Angela Merkel. «Con tutta la prudenza necessaria – sottolinea il presidente – si può dire che l’Italia si appresta ad uscire dalla crisi. Certi indicatori ci portano a credere che s’inizia a vedere l’uscita dal tunnel. Tra gli operatori la fiducia ritorna». Per far sì che torni davvero e si stabilizzi, Mattarella individua un percorso articolato in tre fasi: le riforme («indispensabili per conferire una efficacia maggiore alle nostre istituzioni e all’economia italiana»), il quantitative easing di Mario Draghi per proteggere l’euro dalla speculazione e, infine, l’attuazione da parte dell’Ue «delle politiche di ripresa contenute nel piano Juncker».

«Risvegliare lo spirito dei Padri dell’Europa»

Ma per il capo dello Stato è fondamentale che Francia, Germania e Italia risveglino «lo spirito dei padri fondatori, di Schumann, Adenauer, De Gasperi». L’Europa – ha proseguito Mattarella – «si confronta con sfide difficili, la lotta contro il terrorismo, la globalizzazione dell’economia. Francia, Germania e Italia hanno il dovere di essere alla guida del rilancio per la crescita».