Il contatore sky e il ddl anticorruzione: e la denuncia diventa un’ossessione

Ormai è un’ossessione. Con tanto di giorni, ore, minuti e secondi. Oltre 732 giorni, al momento. È così che il contatore avviato da Sky Tg24 sull’attesa per l’approvazione del ddl anticorruzione è diventato un vero incubo. Almeno per quelli come me che hanno la parabola. Che al mattino l’accendi con la speranza di non rivederlo più e che invece ti si ripresenta imperterrito, in basso a destra del teleschermo, con quei numeri così freddi ed inquietanti in bella vista. Un contatore che, ad ogni apparizione, contempla lo sguardo del telegiornalista (intero o a metà, non fa differenza) sempre corrucciato e il dito puntato: tanto che pare ce l’abbia con te che lo stai adocchiando ancora un po’ assonnato. Una cosa comunque l’ho capita: il contatore del ddl anticorruzione è una sorta di moderno Savonarola elettronico che Sky ha voluto regalare ai suoi clienti. No, non esattamente regalare, che Murdoch non ti regala proprio nulla. Una specie di gioco di società escogitato nella martellante campagna di denuncia di ogni male che affligge la penisola. Male che devi conoscere per filo e per segno. E che devi pure pagare ad ogni fine del mese.

Ddl anticorruzione

Sorvoliamo su questa sorta di masochismo e concentriamoci sul fatto in questione. Il Savonarola elettronico è uno strumento che, per l’appunto, ti ricorda non quando devi morire (come urlava il truce frate domenicano), né quando devi pagare ( il prelievo è diretto, dalla carta di credito), ma da quanto tempo la legge, questa legge contro il male dei mali, la corruzione italica, è ferma in Parlamento in attesa di approvazione. Legge presenta dall’allora neo senatore Pietro Grasso, nominato a colpi di Porcellum dallo sbianchettatore fallito Pierluigi Bersani e, successivamente, inviato dal medesimo al vertice di Palazzo Madama.

Il contatore e l’ossessione

Grazie alla solerzia del senatore Grasso, dice la narrazione in corso, l’Italia avrebbe potuto avere, da oltre due anni, una bella legge anticorruzione. Ma le avverse circostanze e le diverse priorità di Enrico Letta prima e Matteo Renzi poi, pare ne abbiano rallentato l’iter. È per questo, signori miei, che l’Italia soffre di corruzione. È per questo che siamo in mano a corrotti e corruttori che sbucano da ogni dove. È per questo che i procuratori e i loro sostituti – che a ritmo incessante producono inchieste su inchieste e richieste di arresti su richieste – non riescono a debellare la malapianta. Quattro milioni di clienti sky l’hanno ormai capito. Almeno loro sanno cos’è che c’è in gioco. E aspettano. Il futuro della Nazione e dei nostri figli passa per questa approvazione. Con la fine di un contatore e di una ossessione.