Chiudono i manicomi, ma dove vanno i pazzi? Il governo non lo sa…

Si chiudono domani gli ospedali psichiatrici giudiziari, almeno sulla carta, visto che nella maggior parte dei casi il percorso si concluderà nelle prossime settimane: le “residenze per l’esecuzione della misura di sicurezza”, (Rems),  in gran parte non sono pronte, anzi, i lavori in molte Regioni non sono neanche iniziati. Ecco perché oggi è esplosa la polemica sulla chiusura dei sei manicomi giudiziari italiani, i cosiddetti “Opg”, con l’annuncio del commissariamento del Veneto che non ha individuato nessuna struttura alternativa. Ma anche altre Regioni sono in forte ritardo. Ad accendere la miccia una dichiarazione di Matteo Salvini che dalla sua pagina Facebook ha scritto: «Chiudono gli Ospedali Psichiatrici Giudiziari. Stiamo parlando di 700 folli pericolosi, internati per omicidi, violenze sessuali e aggressioni di ogni genere, 450 dei quali verranno “ospitati” in nuove strutture, mentre più di 200 usciranno. Chi pensa alle famiglie, lasciate sole, e alle vittime, passate e future? – conclude – Una scelta pazzesca, purtroppo siamo in tema». La risposta del ministro della Giustizia, Andrea Orlando, non ha convinto del tutto. «Non espone la collettività a rischi per la sicurezza, invito tutte le forze politiche ad evitare la strumentalizzazione. I più pericolosi, semplicemente, vengono ospitati da strutture più idonee», ha detto durante l’inaugurazione di una di queste strutture alternative, una Rems nel Lazio, a Pontecorvo, in Ciociaria. Per poi aggiungere• «Allarmare i cittadini non è fare un dispetto al Governo o al Parlamento, è in fondo incrudelirsi verso queste persone che hanno già sofferto abbastanza».

Le Regioni non sono preparate

Ma se la legge sulla chiusura degli Opg è giusta, sulla scìa della riforma voluta dallo psichiatra Franco Basaglia, è anche vero che da domani centinaia di malati di mente rischiano di non avere un’accoglienza alternativa. «Quella degli Opg è una legge di civiltà, entrata in vigore da qualche anno e che le regioni dovevano attuare. Si è andati di deroga in deroga, ma ora chi ha fatto il proprio lavoro tra le Regioni può proseguire in modo sereno, per quelle che non sono pronte ci saranno dei commissari. In sostanza saranno affiancate dallo Stato centrale», ha spiegato il ministro della Salute Beatrice Lorenzin. Ma nel frattempo c’è anche chi, anche formalmente, esprime preoccupazione per la situazione, come il capo del Dap Santi Consolo. «Dovremmo trasferire alcune centinaia di persone presso le Rems, sono in continuo contatto con la direzione generale detenuti e trattamenti ma tutte queste richieste da parte delle Rems non arrivano. Quindi sono un po’ sfiduciato. Ho sollecitato – ha detto – la direzione a chiedere a tutte le Rems se sono effettivamente disponibili a ricevere gli internati».

E se, come sembra, non fossero pronti? Tra le centinaia di malati di mente che saranno “liberati” ci sono anche mamme che hanno ucciso il proprio bambino, assassini, perfino il “cannibale di Pineto”, l’uomo che quattro anni fa tentò di uccidere una donna per poi cibarsene. Immaginiamo che nessun soggetto pericoloso sarà liberato, ma quelli latenti, quelli sedati, quelli apparentemente innocui, quelli che torneranno a casa invece di andare nei Rems, perché non ne hanno le caratteristiche? Senza fare allarmismo, una sola domanda: ma Orlando ne capisce di pazzi?