“Charlie Hebdo” si adegua: basta islam e attacco al Front National

Charlie Hebdo sia adegua.  Niente più attacchi all’islam, ma il ripiegamento su un bersaglio  tipicamente francese, anzi ultrafrancese: il Front National. Proprio quando l’Isis ragginge l’apice dell’orrore sanguinario, i redattori della rivista satirica  pensano bene di scegliere un obiettivo assai meno pericoloso, nonché  più provvido di applausi da parte dell’establishment politicamente corretto. Così la copertina del prossimo numero di Charlie Hebdo (in edicola mercoledì) sarà tutta consacrata  al partito guidato da Marine Le Pen.  “Il Front National non fa più paura”, titola ironicamente Charlie Hebdo, che cerca così una parvenza di normalità dopo la strage di inizio gennaio che ha causato 12 morti in redazione.

Caharlie Hebdo e l’angelo-skinhead

Nel disegno, firmato Willem, si vede un angelo-skinhead con gli anfibi, la lira, il manganello e la scritta “sdoganato a fondo”. Un modo ironico, quello di Charlie Hebdo, per criticare l’intenso lavoro di aggiornamento politico messo in atto in questi ultimi annida  Marine Le Pen, per rendere il Front National una formazione più aperta, moderna e repubblicana.

Tiratura di 1,5 milioni di copie

Il nuovo numero, la cui copertina è stata presentata alla stampa francese, verrà pubblicato in 1,5 milioni di copie, contro la tiratura da 2,5 milioni per quello della settimana scorsa (per ora ne sono state vendute 1,5 milioni di esemplari), e gli otto milioni record del cosiddetto “numero dei sopravvissuti”, quello con la caricatura di Maometto, pubblicato appena pochi giorni dopo la strage nella redazione del settimanale. Numeri comunque sempre alti, a fronte di rischi decisamente più bassi. E un sicuro plauso da partre della sinistra transalpina. Viene piuttosto da pensare al  momento in cui Charlie Hebdo si occupa  del Front National. Il partito, secondo gli ultimi sondaggi, continua la sua inarrestabile avanzata. Viene spontaneo pensare che si tratti di un attacco per niente affatto casuale. A pensar male, doceva Andreotti, si fa peccato, ci si azzecca quasi sempre.