Il centrodestra dà l’addio a Selva: fu un grande giornalista e un politico appassionato

Gustavo Selva fece quasi una “irruzione” nello studio del Gr2 interrompendo il giornalista che stava conducendo il giornale radio per annunciare la notizia “incredibile” del rapimento di Aldo Moro. Ed è morto proprio il 16 marzo a 37 anni da quell’annuncio di cui ancora oggi andava fiero. «Mi giunse una telefonata da un collega che abitava in via Fani e poteva vedere dalla finestra cosa stesse accadendo. Poi bastò sentire lo sfrecciare delle volanti in via del Babbuino (dove allora avevano sede i Gr) per capire che era tutto vero: avevano rapito Aldo Moro». Selva ha scritto sulla vicenda dei 55 giorni anche un libro di cronaca che contiene una notizia mai smentita e che Selva non ha mai voluto approfondire con i giornalisti: e cioè che Moro quel giorno prese quella strada perché doveva andare alla Camilluccia per convincere Benigno Zaccagnini a non dimettersi da segretario della Dc perché non condivideva il governo Andreotti che si presentava alle Camere proprio la mattina del 16 marzo del 1978.

Selva, i messaggi del centrodestra

«Ci lascia un grande giornalista, un attento osservatore dei fatti che hanno caratterizzato la storia recente del nostro Paese – ha detto Ignazio La Russa –  Sia come giornalista, sia come politico Gustavo Selva ha sempre espresso le proprie opinioni in maniera netta e decisa. La sua critica mai banale, arguta e puntuale». Per Adriana Poli Bortone di Fratelli d’Italia: «Con la sua morte, scompare non solo un politico colto ed equilibrato, ma anche un grande giornalista che ha segnato la storia della Rai e soprattutto un padre che consideravo innaturale l’essere sopravvissuto alla morte del figlio. Con Gustavo Selva – ha sottolineato – iniziai da Lecce la vittoriosa campagna elettorale del ’94. Da allora siamo rimasti legati da amicizia e stima. Con la sua cultura e la sua eleganza verbale ha contribuito notevolmente al percorso dal Movimento sociale italiano ad Alleanza nazionale, partito del quale seppe essere fedele interprete con il suo ruolo di presidente di gruppo della Camera». Lo ricorda anche l’azzurra Daniela Santanché: «L’Italia piange un politico appassionato, un giornalista libero e un uomo di grande cultura: Gustavo Selva. Il suo impegno nel partito è sempre stato sincero e importante, dettato da una devozione alla politica davvero straordinaria. Selva ha sempre dimostrato di possedere virtù umani grandissime e un senso di lealtà verso lo Stato anche quando qualcuno ha cercato di associarlo a situazioni a lui estranee».