Le casse della Grecia sono quasi vuote, ma Atene ha un piano B…

Le casse sono quasi vuote ma Atene non sembra darsi troppa pena e assicura di avere un piano B. È ancora una volta il ministro delle Finanze greco Yanis Varoufakis a ostentare sicurezza e a minimizzare il rischio di un tracollo finanziario parlando di un non meglio specificato piano alternativo se la Grecia non riceverà a marzo la tranche del prestito europeo. E mentre è tutto in bilico il negoziato con Bruxelles di lunedì prossimo sulla lista di riforme messa a punto dal governo Tsipras con l’obiettivo di sbloccare i fondi, le lancette corrono e Atene dovrà onorare già venerdì un primo rimborso al Fondo monetario internazionale da 300 milioni di euro cui seguirà quello da 1,5 miliardi entro questo mese. Ma in tutto la Grecia deve rifinanziare o ripagare circa 6,5 miliardi di euro tra debito e interessi nel giro delle prossime tre settimane. Varoufakis non ha dato però alcun dettaglio su come conta di uscirne nel caso in cui i finanziamenti europei dovessero ritardare. Un portavoce del ministero delle Finanze non ha voluto rispondere a chi chiedeva quando i soldi finiranno mentre circolano voci sul possibile utilizzo in extremis delle riserve nazionali.

In Grecia i mercati mostrano segni di nervosismo

Anche i mercati mostrano segni di nervosismo se è vera la notizia diffusa dai media greci che per coprire l’asta di martedì di titoli di Stato a 6 mesi da 1,4 miliardi di euro è stato necessario un intervento di emergenza della Banca centrale greca che avrebbe acquistato titoli per 700-800 milioni di euro. Il tasso del bond decennale ellenico è risalito al 9% e lo spread con il Bund viaggia sugli 880 punti base, mentre la Bce ha deciso di aumentare di 500 milioni i prestiti di emergenza alle banche elleniche portando il totale a quasi 70 miliardi. Ma Francoforte tiene fermi i paletti e avverte che la Bce “non può finanziare uno Stato” e che quindi la Grecia non può far affidamento sulla Bce per elevare a oltre 15 miliardi il tetto sulle sue emissioni a breve termine, come richiesto da Atene per prendere una boccata d’ossigeno. Stessi paletti anche per il capitolo dei prestiti diretti alle banche greche che verranno riattivati – ha avvertito la Bce – solo se il piano di riforme sarà convincente. E proprio su questo sembra che Atene stia scommettendo tutto: Varoufakis in queste ore ha mostrato ottimismo augurandosi che grazie ai progressi nel negoziato con i creditori internazionali, la Bce reintrodurrà le deroghe per i finanziamenti diretti. A dargli man forte il ministro delle Infrastrutture George Stathakis che ha “escluso un default” di Atene perché “andremo all’Eurogruppo con un primo pacchetto di riforme e di sicuro porremo la questione del regolare finanziamento dell’economia da giugno”.