Calciopoli, il pm: «Condannate Moggi, diffamò Giacinto Facchetti in tv»

Il pm di Milano Elio Ramondini ha chiesto una condanna a diecimila euro di multa per l’ex dg della Juventus Luciano Moggi accusato di diffamazione nei confronti dell’ex presidente dell’Inter Giacinto Facchetti (morto nel 2006) per alcune affermazioni rese in una trasmissione tv nel 2010. Secondo il pm, che ha spiegato come la sentenza definitiva su “Calciopoli” dei giorni scorsi, malgrado la prescrizione, abbia riconosciuto il “sistema Moggi”, l’ex dg bianconero ha usato contro Facchetti una «strategia» premeditata.

 L’attacco di Moggi nel corso di “Notti magiche”

Moggi, prosciolto per prescrizione dalla Cassazione lo scorso 24 marzo per il caso “Calciopoli”, è imputato a Milano perché, nel corso della trasmissione tv Notti Magiche del 25 ottobre 2010, rivolgendosi a Javier Zanetti, allora capitano della squadra nerazzurra, aveva affermato: «Quello che emerge dal processo di Napoli e che emergerà ancora: le telefonate del tuo ex presidente (Facchetti, ndr) che riguardano le griglie e la richiesta ad un arbitro di vincere la partita di Coppa Italia con il Cagliari, e l’arbitro era Bertini. Ci sono le telefonate intercettate sue, le telefonate di Moratti e la telefonata di imbarazzo di Bertini, i pedinamenti, le intercettazioni illegali e anche i passaporti falsi e quindi sta zitto Zanetti, è meglio per te ed è meglio per l’Inter».

 Le testimonianze e il tentativo di coinvolgere Facchetti

Nel processo, che si è trasformato in una riedizione in tono minore del caso “Calciopoli” e nel quale Gianfelice Facchetti, uno dei quattro figli del presidente nerazzurro, è parte civile con il legale Corrado Limentani, hanno testimoniato nelle scorse udienze, tra gli altri, lo stesso Zanetti, l’ex presidente nerazzurro Massimo Moratti e l’ex designatore degli arbitri Pierluigi Pairetto. Secondo il pm, il “sistema Moggi” è già stato accertato dalla sentenza definitiva della Cassazione che ha riconosciuto l’associazione per delinquere, ma l’ex dg bianconero ha portato avanti negli anni una “strategia” difensiva, anche mediatica, per coinvolgere anche Facchetti “nel così fan tutti” con un “tono di sufficienza e provocatorio”. Se questo fosse “un processo per omicidio”, ha aggiunto il pm, “ci sarebbe chiaramente la premeditazione” da parte di Moggi. Il pm, inoltre, ha sottolineato come anche in questo processo per diffamazione probabilmente scatterà la prescrizione prima di una sentenza definitiva, ma in ogni caso «va riconosciuta la responsabilità penale dell’ imputato».