Bossi: espellere dal partito spetta a me, Tosi mi scriva e lo faccio rientrare

L’allontanamento di Tosi? Uno «svarione». Così Umberto Bossi stigmatizza con poche, ma efficaci parole, l’interminabile polemica a distanza tra Matteo Salvini e il sindaco di Verona, in rotta di collisione fino all’istante prima dell’addio al partito del primo cittadino scaligero. E rispolverando sapienza politica e saggezza da consumato leader, il senatùr argomenta pure il giudizio tranchant riservato alla bagarre tra i due separati in casa del Carroccio, arrivati al divorzio politico tutt’altro che consensuale.

Bossi: «Sono io che decido le espulsioni»

«Non butto fuori chi è con noi da 20 anni. E prima di farlo uscire semmai – ha spiegato Bossi – avrei fatto l’accordo con Forza Italia nel Veneto; ora c’è il rischio che lo faccia lui». Parole da vecchia volpe della politica che, archiviati il cielodurismo d’accatto della prima ora, si dimostra oggi più incline al ragionamento strategico e alla decisione ponderata. Un Bossi, dunque, portavoce di parole salutate con sorpresa, perché dette da un suo «nemico», dallo stesso Flavio Tosi, che ha ringraziato e rilanciato sottolineando che «la decisione di buttarmi fuori è stata del segretario Salvini», come a dire: qualunque recriminazione deve essere indirizzata a lui. E ancora, non pago, spariglia le carte sul tavolo il decano del Carroccio e rilancia: «Se Tosi mi scrive, lo faccio rientrare», ha chiosato Bossi a Bergamo nel corso della festa per i 30 anni della Lega.

La replica di Salvini

Ma sull’argomento Salvini non retrocede di un passo, anzi. «Non provo rabbia verso chi esce dalla Lega, è gente che fa tristezza: faranno la fine dei vermi come chiunque esce dalla Lega», ha elevato al cubo il tono delle polemiche il leader della Lega parlando sul palco, a Bergamo, e riferendosi chiaramente ai parlamentari legati a Flavio Tosi fuoriusciti dal Carroccio. «Ti possono promettere una montagna di soldi, campagne elettorali costose – ha proseguito Matteo Salvini – ma serate come questa non te le possono dare. Mi dispiace per loro – ha quindi concluso rincarando la dose – perché in Veneto andiamo a stravincere». E sul finale, a chi gli chiede di commentare le dichiarazioni di Bossi a riguardo, liquida laconico: «Bossi? È libero di pensare quello che vuole»…