Berlusconi di nuovo alla Sacra Famiglia: «Voglio continuare ad aiutare»

Silvio Berlusconi, come aveva promesso anche prima di finire il suo periodo ai servizi sociali, è tornato volontariamente a Cesano Boscone dove si trova la casa di cura presso cui ha prestato servizio. L’ex premier ha trascorso l’intera mattinata con i malati e gli anziani che si trovano presso il centro. «Oggi ho di nuovo visitato l’Istituto di cura Sacra Famiglia a Cesano Boscone. Abbiamo visto diversi padiglioni e stiamo vedendo di dare una mano per un nuovo progetto. Quando si vedono queste cose non si può non restare con un’emozione profonda dentro e quindi sentire la voglia di dare una mano». Lo si legge su Facebook nella pagina ufficiale di Silvio Berlusconi. Berlusconi è stato di parola: il 16 marzo scorso, come si ricorderà, Berlusconi era tornato alla Fondazione Sacra Famiglia, questa volta non perché lo prevedeva l’affido (ormai terminato) ai servizi sociali per la condanna nella vicenda Mediaset, ma come semplice cittadino. I vertici della Fondazione gli hanno fatto visitare tutta la struttura. E lui, dopo la visita, ha spiegato il direttore Paolo Pigni, «ha espresso il desiderio di poter continuare a collaborare con la nostra Fondazione in modi e forme che verranno definiti».

Berlusconi: stiamo cercando di dare una mano per il nuovo progetto

Prima di lasciare Cesano, l’ex premier è anche tornato alla residenza San Pietro dove, dal 9 maggio allo scorso 6 maggio, ha assistito i malati di alzheimer ogni venerdì. Berlusconi il 16 marzo si era trattenuto un paio d’ore. I vertici della Sacra Famiglia gli hanno spiegato quali sono le attività della fondazione nelle sue 15 strutture. L’ex premier ha visitato i laboratori di terapia occupazionale – atelier di falegnameria, ceramica e decoupage – a cui partecipano centinaia di disabili che risiedono nella Fondazione o che frequentano il centro diurno. È andato alla residenza sanitaria per disabili Santa Teresina, dove vivono 60 persone che hanno meno di 65 anni e non possono essere assistite a casa. Si tratta del reparto con i casi più gravi trattati alla Sacra Famiglia, di persone con gravi problemi psichici, fisici e o sensoriali. Un edificio di due piani con tre nuclei abitativi con al piano terra una sala polifunzionale e la palestra. Per i residenti, infatti, sono ideati programmi individualizzati di riabilitazione e mantenimento e con specifiche attività assistenziali, sanitarie, educative e sociali, con la presenza di medici e personale specializzato. La Sacra Famiglia ha accolto con soddisfazione, ha sottolineato Pagni, la richiesta di Berlusconi di conoscere l’attività della Fondazione. A Cesano, la Sacra Famiglia ha sette residenze sanitarie per persone con disabilità, che hanno una capienza di 353 posti. «Complessivamente – spiega un comunicato della struttura – la Fondazione Sacra Famiglia segue ogni anno più di 7.300 persone fragili nelle 15 sedi presenti in Lombardia, Piemonte e Liguria». I dipendenti e i collaboratori sono 1.950, ma a questi si aggiungono anche 840 volontari.