Benedizione a scuola, il caso di Bologna finisce sul New York Times

È arrivato fino alle colonne del New York Times il caso della benedizione pasquale in una scuola di Bologna, che tante polemiche ha suscitato in città e nell’intero Paese. Il giornale dedica alla vicenda un articolo in prima pagina, intitolato «Un Paese cattolico discute la preghiera pasquale».

L’analisi del New York Times

Ricostruendo la vicenda, il Nyt sottolinea che nonostante la storia e il panorama bolognesi siano «intrecciate con il cattolicesimo», a Bologna il «cattolicesimo è da tempo in ritirata». Il quotidiano statunitense osserva poi che il caso della Giosuè Carducci sulla benedizione nelle scuole «fa parte di un continuo dibattito in Italia sull’esatto posizionamento del confine tra Stato e Chiesa». Ma il giornale rileva anche che, di fatto, i contrari alla benedizione erano una ristretta minoranza e che, per esempio, nessun genitore aveva risposto alla email con cui una delle madri contrarie cercava di convincerli sull’opportunità di non svolgere la benedizione, stabilità per altro fuori dall’orario scolastico, solo per chi avesse voluto partecipare e solo per i bambini accompagnati dai genitori.

La vicenda della benedizione

Come è noto, spalleggiati dal Comitato Scuola e Costituzione, solo 11 insegnanti e sette genitori delle tre scuole dell’Istituto Comprensivo 20 di Bologna,  hanno presentato un ricorso al Tar per chiedere di sospendere la delibera con cui il Consiglio di istituto aveva autorizzato le benedizioni pasquali richieste dai parroci a cui i tre plessi fanno riferimento. Il mese scorso era scoppiata una polemica per la richiesta delle parrocchie di fare la benedizione. Alla fine il consiglio di istituto, presieduto da Giovanni Prodi, nipote dell’ex presidente del consiglio, aveva deciso (due voti contrari) di fare la benedizione, in orario extrascolastico, se i bambini sono accompagnati dai familiari.