Battisti, via libera della Camera all’odg che ne chiede l’estradizione

Spiragli sull’estradizione di Cesare Battisti. È stato accolto dall’Aula della Camera l’ordine del giorno, nella versione riformulata dal governo, presentato dalla Lega durante l’esame del disegno di legge sul terrorismo. L’esecutivo, secondo il testo letto in Aula dal sottosegretario alla Difesa Domenico Rossi,  «è impegnato a intraprendere, tenendo conto della collaborazione esistente con il Brasile, tutte le iniziative politiche necessarie a consentire l’estradizione in Italia di Cesare Battisti».

Il governo: estradare Battisti

Il governo, quindi, conferma la volontà di andare fino in fondo sul caso del terrorista, già membro del gruppo Proletari Armati per il Comunismo, condannato in contumacia all’ergastolo per concorso in quattro omicidi durante la stagione degli anni di piombo. «Obiettivo politico raggiunto: estradizione per Cesare Battisti o compromessi i rapporti con il Brasile. L’antiterrorismo non può non occuparsi dei terroristi rossi, assassini fino ad oggi scandalosamente protetti per ragioni politiche. Questa è #giustiziaautentica». Così il deputato leghista Gianluca Pini ha commentato su Twitter la notizia subito dopo che il governo ha accolto il suo ordine del giorno al dl antiterrorismo sul caso Battisti.

Una vita da fuggiasco

L’ex terrorista rosso Cesare Battisti è stato arrestato a metà marzo dalla polizia federale brasiliana (in collaborazione con lo Scip della Criminalpol) nella sua casa di Embu das Artes, località collinare nell’entroterra di San Paolo dove viveva in libertà dal 2007. Sulle prime l’ipotesi più accreditata riferiva che Cesare Battisti potesse essere trasferito in Francia, la sua prima terra di rifugio durante la latitanza, ma dalla quale dove dovette fuggire per evitare un’estradizione certa, riparando nel 2004 in Brasile.