Basta capricci, la Farnesina blocca Vanessa e Greta: «Restate a casa»

La Farnesina blocca Vanessa e Greta, le due cooperanti rapite in Siria e liberate nel gennaio scorso in un mare di polemiche per le voci sul pagamento del riscatto (si è parlato di una cifra molto alta). La polemica è stata scatenata da Vanessa Marzullo che, intervistata da Repubblica, aveva confessato di voler tornare in Siria: «Appena potremo, non so ancora quando, se ci sarà bisogno in Siria potremmo anche tornarci». Immediate le polemiche politiche.

L’intervento della Farnesina

Poi è intervenuta l’unità di crisi della Farnesina per dire basta, in quelle zone non bisogna andarci: «In Siria è elevatissimo il rischio di rapimenti e violenze e dunque l’indicazione agli italiani è di non andare». Greta ha preso le distanze dall’amica, facendo sapere di non avere alcuna intenzione di recarsi di nuovo in quelle zone “calde”. Il padre e il fratello di Venessa hanno smentito l’intervista, che viene confermata invece dall’autore.

Le due ragazze non avvertirono la Farnesina

Di nuovo nel mirino, comunque, le due ventenni, accusate all’epoca del sequestro di imprudenza per essere andate, senza avvertire la Farnesina, in un teatro di guerra ad alto rischio. Per riportarle a casa c’è voluto un grande lavoro di intelligence e diplomazia e – qualcuno ha riferito – milioni di euro di riscatto. Una vicenda che ha portato il Copasir ad auspicare disposizioni normative per regolamentare la presenza di cittadini italiani nelle zone ad alto rischio, in modo che poi non debba essere necessario far correre pericoli agli 007 per toglierli dai guai.

“Restituiscano i soldi che lo Stato ha speso per loro”

L’intervista di Vanessa ha fatto infuriare il segretario della Lega, Matteo Salvini: «Le due ragazze rapite e liberate, vogliono tornare in Siria? Ritirate loro il passaporto o fate firmare un’assicurazione, ci sono costate già troppo. Se volete far volontariato fatelo vicino a casa vostra perché in Siria c’è la guerra». Per Maurizio Gasparri (Fi), la volontà espressa da Vanessa è «un insulto ai cittadini con i cui soldi fu pagato il riscatto». La leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, ha invitato le cooperanti, prima di tornare in Siria, a restituire «agli italiani tutti i soldi che lo Stato ha speso per loro».