Appalti: nelle intercettazioni spunta il consulente delle Coop rosse

«C’è un grosso appalto adesso in Libia … 350 milioni di euro (…) che dovrebbe essere un sistema di controlli (…) soprattutto adesso che sta venendo fuori tutto questo casino … gli immigrati che arrivano». A parlare è Davide Vaggi, indicato in fonti aperte come consulente di Impregilo e delle coop rosse. Dall’altro capo del telefona c’è Stefano Perotti, progettista della Spm arrestato nell’inchiesta della Procura di Firenze sulle grandi opere, cui Vaggi sta proponendo di interessarsi per una commessa «per la predisposizione da parte della Selex (Gruppo Finmeccanica) di una rete di controllo per l’immigrazione».

Davide Vaggi è uomo Impregilo e Coop rosse

L’intercettazione risale al 13 maggio del 2014 ed è contenuta in un’informativa agli atti dell’inchiesta e, in particolare, nella parte dedicata agli interessi in Libia di Perotti e di Ercole Incalza, ex manager del Ministero delle Infrastrutture, pure lui arrestato e indagato assieme al professionista e a Fabrizio Averardi, manager di Anas International Enterprise. All’attenzione degli inquirenti c’è anche l’appalto di realizzazione dell’autostrada Eas Ejdyer – Emssad in Libia.

A Perotti: «In Libia ci sono appalti per 350 milioni. Chi conosci in Selenia?»

Ma torniamo alla conversazione intercettata. L’uomo delle coop rosse spiega a Perotti l’oggetto dell’appalto: «Dovrebbe essere un sistema di controlli – spiega al telefono Vaggi  – nel sud della Libia … tra il Niger la Libia e il Ciad (…) dove metà di questi 350 milioni … grossomodo … dovrebbe essere opere civili … tu li conosci questi qua della Selenia? Ci sarà anche da fare una direzione lavori». La telefonata deve aver sortito l’effetto sperato se appena il giorno dopo è Perotti a richiamare Vaggi per dirgli: «Ho quel contatto per quel discorso in Libia che mi hai segnalato … quindi non appena mi dicono con chi parlare ci facciamo un salto».