Anche la Bce smaschera Renzi: l’Italia è ancora “ultima della classe”

È durata lo spazio di poche ore l’analisi trionfalistica di Matteo Renzi sui risultati italiani in Europa. All’indomani della relazione del presidente del Consiglio, la Bce, nel suo bollettino mensile, ha spiegato che «l’Italia necessita di ulteriori riforme per accrescere il prodotto potenziale».

La strigliata della Bce

Secondo la Bce, riforme «significative» e portate completamente a termine nel mercato del lavoro e nelle liberalizzazioni, se attuate insieme, potrebbe determinare una crescita del Pil di oltre il 10% nel lungo periodo. Ma ad oggi per l’Italia «continua ad esservi un notevole scostamento dallo sforzo strutturale richiesto nell’ambito della regola del debito», ha avvertito la Bce, facendo lo stesso ragionamento anche per il Belgio. Poi la nota più dolente, anche e soprattutto rispetto a quanto era stato proclamato da Renzi: la Ue, fa sapere la Banca centrale europea, ha deciso di non aprire una procedura di deficit eccessivo senza tener conto, «quale fattore aggravante, dell’insufficiente risanamento» nel 2014-2015.

L’Ue smentisce «Renzi-Pinocchio»

«Oggi la Bce sbugiarda Renzi – ha commentato Fabio Rampelli – affermando che, nonostante il mancato risanamento del debito, l’Ue ha deciso di non aprire per l’Italia, come sarebbe dovuto accadere, un’infrazione per deficit eccessivo». Per il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, quindi, «la relazione piena di menzogne che un presidente del consiglio Pinocchio, cui i media perdonano tutto, ha svolto ieri in Parlamento è smentita dalla Bce nel giro di poche ore». Rampelli ha ricordato anche che già subito dopo la relazione di Renzi «FdI-An aveva aveva denunciato che il Quantitative easing, l’immissione di liquidità monetaria da parte della Bce, era stata ritagliata su misura per l’Italia, il cui governo si è dimostrato incapace di aggredire il debito pubblico e gli interessi mostruosi che genere ogni anno». «Renzi l’aveva presentato come un successo… Oggi la Bce ci dà ragione e lo riporta alla realtà», ha concluso Rampelli.