Alzehimer , un nuovo farmaco rallenta l’avvio della malattia

Ritardare l’insorgere dell’Alzheimer è oggi possibile grazie alla sperimentazione di un nuovo farmaco con anticorpo anti-beta amiloide, che consente il miglioramento cognitivo. Lo studio della Biogen è stato presentato a Genova, nel corso del decimo convegno nazionale dell’associazione autonoma aderente alla Sin per le demenze. Fino a sabato, esperti di fama internazionale presenteranno le varie problematiche legate alle malattie neurodegenerative dandone letture personalizzate alla luce dei progressi nella ricerca. Tra gli studi presentati anche quelli del professor Colin Masters, considerato uno dei massimi esperti mondiali dell’Alzheimer. Dallo studio emerge che per ritardare la malattia bisogna intervenire su pazienti asintomatici. Oggi, infatti, esiste la possibilità di individuare la patologia grazie ai biomarker: uno strumentale per immagini, come la Pet al cervello per la ricerca di beta-amiloide cerebrale, e l’altro con un prelievo di liquido spinale nel tratto lombare e infine con un prelievo del sangue. “Attualmente – ha detto Masters – ci vorranno ancora tre anni per avere la certezza che questo farmaco, somministrato in pazienti pre-clinici, funzioni. A oggi i risultati però ci sono”. Nel mondo, sono circa 40 milioni i malati di Alzheimer, un milione solo in Italia. “La scoperta della struttura della beta amiloide offre un bersaglio molecolare per la diagnosi precoce dell’Alzheimer e è un passo fondamentale verso lo sviluppo del farmaco per curare la malattia”. Secondo Masters, ci sono sette fattori di rischio per l’insorgere dell’Alzheimer: il diabete, l’ipertensione, l’obesità, il fumo, la depressione, l’ozio e la bassa scolarizzazione.