Altre bulle in azione: bloccano e picchiano un coetaneo per soldi

Ancora violenza al femminile dopo gli ultimi gravi episodi. Ancora ragazze che aggrediscono, bulle a scopo di rapina. La Polizia di Stato ha messo fine alle scorribande di una baby gang di quattordicenni che prendeva di mira gli studenti nella zona della Stazione Centrale di Palermo. La banda è composta da un ragazzino finito in manette e due ragazze che sono state denunciate.

Le bulle, il “complice”, la violenza

I tre hanno preso di mira un loro coetaneo nella zona di via Paolo Balsamo. Lo hanno bloccato a terra, picchiato e hanno cercato di impossessarsi del suo cellulare e dei soldi che aveva in tasca. La vittima è stata soccorsa da altri studenti. Gli agenti della polizia ferroviaria hanno fatto il resto, riuscendo a individuare i componenti della baby gang grazie alle descrizioni della vittima e dei testimoni che si trovavano nella zona. Nei giorni scorsi una banda composta da un minorenne e due ragazzine aveva aggredito e derubato due fratelli di 18 anni che stavano mangiando un panino nei pressi della stazione. Anche loro nella denuncia avevano parlato della baby gang e della ferocia con cui agivano. Gli agenti stanno cercando di verificare se i tre abbiano messo a segno altre rapine. Il ragazzo è stato rinchiuso nel carcere per minorenni Malaspina di Palermo.

E prima c’è stato il bullismo al femminile di Genova

Il tutto va ad aggiungersi alla tristemente famosa vicenda di Genova dove due ragazze di 16 e 17 anni avevano picchiato un’amica di appena 12 anni riprendendola con lo smartphone e per deriderla avevano diffuso quel filmato ai loro contatti con whaysapp. A Palermo come in Liguria, insomma, il problema bulli continua ad essere all’ordine del giorno a dimostrazione che non si fa abbastanza per prevenirlo, soprattutto nella scuola. È qui che bisogna insagnare a ragazzi e ragazze che parlare con i genitori e denunciare i fatti di cui sono oggetto non è un disonore. E che il bullo nulla può farti di più grave di quello che ti sta facendo, soprattutto perché, appurati i fatti, sarà tenuto sotto osservazione dalle Forze di Polizia e dalle autorità scolastiche. Come al solito, in sostanza, la violenza contro i deboli è prima di tutto un problema di prevenzione. E in questo caso la prevenzione si può fare soltanto con la collaborazione di ragazzi e ragazze.