Allarme riciclaggio a Londra: denaro sporco per acquistare immobili?

C’è del marcio nel fiorente mercato immobiliare di Londra. Il boom, infatti, sarebbe costruito sul denaro sporco. A dirlo è l’Independent che cita gli allarmanti risultati di uno studio condotto da Transparency International. Da questo emerge come miliardi di sterline, frutto di corruzione e attività criminali, siano state riciclate con l’acquisto di proprietà, spesso di lusso, nella capitale britannica. Si calcola che oltre 36mila immobili sono stati acquistati utilizzando compagnie offshore, aumentando così il rischio di operazioni illecite.

Acquistare immobili

Secondo gli esperti del settore citati dallo studio, il flusso continuo di denaro sporco ha fatto lievitare i prezzi medi delle abitazioni, colpendo così chi invece voleva investire i propri soldi guadagnati in modo legale. Ma quali sono le attività illecite dalle quali arriva il denaro che ‘scotta’. C’è un po’ di tutto: si va dalla corruzione, non solo da parte di privati ma anche di regimi senza scrupoli, all’evasione fiscale, al commercio della droga e al traffico di esseri umani. Per compilare il rapporto sono stati utilizzati anche dati che Scotland Yard non aveva mai rivelato sino ad oggi. Come ad esempio il fatto che il 75% delle proprietà di persone sottoposte a una indagine criminale per corruzione è controllato da compagnie segrete in rifugi fiscali. Le norme in vigore, poi, non permettono di fare controlli approfonditi su chi veramente sta comprando una villa di lusso a Chelsea o Mayfair.

Un boom dovuto al denaro sporco

In passato molti attivisti hanno criticato il Regno Unito che da un certo punto di vista è diventato un luogo sicuro per investimenti illegali. Fra questi anche Boris Nemtsov, l’oppositore russo assassinato a Mosca. Molti oligarchi hanno portato il loro denaro al sicuro all’ombra del Big Ben, anche dopo le sanzioni imposte alla Russia per la crisi in Ucraina. Nei mesi scorsi un altro allarme su questo crescente fenomeno era stato lanciato dalle pagine del Financial Times, secondo cui proprietà in Inghilterra e Galles del valore complessivo di 122 miliardi di sterline (168 miliardi di euro) sono controllate da società che fanno riferimento a paradisi offshore. Anche molti leader e dittatori sono passati da Londra proprio per salvaguardare le loro fortune, spesso investendo in proprietà di lusso. Si va dal nigeriano Abacha (dittatore degli anni Novanta) a Marcos fino ai Gheddafi.