Caso-Feyenoord: Alfano assente, il Senato insorge. “Scappa, coniglio…”

Il ministro dell’Interno Angelino Alfano non si presenta nell’Aula del Senato dove era atteso per spiegare cosa fosse successo davvero quel 19 febbraio quando i tifosi olandesi del Feyenoord misero a ferro e fuoco Roma devastando la fontana della Barcaccia a Piazza di Spagna. E la sua assenza fa esplodere la protesta. Una protesta trasversale che porta a far saltare le comunicazioni del governo sul grave episodio di vandalismo. A dar fuoco alle polveri è il vicepresidente del Senato Roberto Calderoli che in apertura di seduta protesta per l’assenza del ministro (“A meno che Alfano non sia nascosto lì dietro da qualche parte…”,ironizza). Maurizio Gasparri, che sta presiedendo l’assemblea, prova a smorzare i toni cercando di dare la parola al viceministro Filippo Bubbico pronto a intervenire al posto di Alfano. Ma inutilmente. La polemica ha il sopravvento. I leghisti Calderoli e Stefano Candiani, parlano di “sgarbo istituzionale” e di “violazione di un obbligo costituzionale” visto che quando il Parlamento chiama degli esponenti del governo questi “sono obbligati” ad intervenire in Aula. Mentre M5S e Sel accusano il numero uno del Viminale di “aver paura” e di essere “un codardo”. “Alfano smetta di scappare – incalza il capogruppo Loredana De Petris – altrimenti tragga le conseguenze e si dimetta”. Analoga la richiesta di Andrea Cioffi (M5S) che rincara la dose definendo il ministro dell’Interno come “un ectoplasma, un fantasma, un uomo senza gli attributi”.

Opposizione in rivolta contro Alfano

Tutte le opposizioni, a cominciare dal capogruppo di FI Paolo Romani, chiedono che non si prosegua con l’informativa visto che a farla non sarà il responsabile del Viminale. E a nulla valgono gli interventi dei presidenti dei senatori del Pd Luigi Zanda e dell’Ncd Renato Schifani che invitano ad ascoltare comunque Bubbico. La richiesta avanzata dal senatore Lucio Malan (FI) di mettere ai voti la decisione di non proseguire con le comunicazioni del governo passa, ma il numero legale manca per due volte di seguito e la seduta viene sospesa. Riprenderà alle 16.30. All’ordine del giorno del pomeriggio però c’è l’esame del ddl contro gli ecoreati. E l’informativa del governo sui tifosi vandali sembra dunque saltare definitivamente. Anche senza voto che lo sancisca. Ormai “sono passate due settimane” si fa notare in ambienti dell’opposizione e la “cosa non avrebbe più senso”. Alfano, nel frattempo impegnato in una riunione sulla sicurezza di Roma, a chi gli chiede un commento sugli attacchi che gli sono stati rivolti, obietta ironico: “Non ho ancora il dono dell’ubiquità”. Ma l’ironia non basta a calmare gli animi. Quello che è successo oggi, commenta Daniela Santanchè “è grave” perché “il Parlamento viene ancora una volta calpestato, vergogna!”. Quello di non presentarsi, incalza Romani, “è stato un errore politico grave e grossolano”. “L’unico errore”, ribatte il coordinatore di Ncd Gaetano Quagliariello, è stato quello “delle opposizioni” di fare polemica visto che Alfano era “ad una riunione finalizzata a prevenire e contrastare” episodi come quelli dei tifosi olandesi e che Bubbico “avrebbe comunque garantito una dettagliata informativa al Parlamento”. “Chiacchiere – assicura Candiani – Alfano è solo un coniglio. E se è lui quello che deve contrastare l’Isis siamo messi bene…”.