Addio agli ospedali psichiatrici giudiziari. Ma ora si rischia il caos

Vanno in pensione gli Ospedali psichiatrici giudiziari: dal primo aprile entra in vigore la legge che li supera e introduce al loro posto le Residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza (Rems). Solo 10 Regioni, però, secondo i dati del ministero della Salute, sono pronte per la riforma e hanno organizzato queste strutture non carcerarie in cui dovranno essere gradualmente trasferiti i pazienti internati.

Le Regioni in ritardo e il rischio commissariamento

Si rischia, dunque, il caos, anche perché, come prevede la legge, c’è un pericolo commissariamento per le regioni inadempienti. Al momento le situazioni «più critiche» sono indicate in Veneto e in Piemonte, che più delle altre Regioni rischiano l’arrivo di un commissario, secondo quanto affermato dal sottosegretario alla Salute, Vito De Filippo. Ad oggi gli internati negli attuali sei Opg attivi su tutto il territorio nazionale sono 704. Di questi circa 250 sono considerati dismissibili al primo aprile, ma potranno di fatto essere dimessi solo se vi sarà una presa in carico da parte delle strutture territoriali. Gli altri 450 dovranno invece essere trasferiti gradualmente nelle Rems, gestite dal Servizio sanitario nazionale, in base alla provenienza, tornando dunque nelle regioni d’origine. I trasferimenti avverranno sulla base di provvedimenti della magistratura e di precisi programmi terapeutici.

Un tavolo sulla transizione

Intanto, è stato deciso che al tavolo di coordinamento per il superamento degli Opg, attivato presso il ministero della Salute, parteciperanno anche magistrati di sorveglianza nominati dal ministero della Giustizia. L’obiettivo è quello di individuare soluzioni efficaci ed omogenee sul territorio nella fase attuativa della normativa. Dal momento che non tutte le Regioni hanno infatti ancora attivato le Rems, una delle criticità che saranno monitorate dal tavolo e dai magistrati di sorveglianza è appunto il rischio che i pazienti internati provenienti da regioni che non hanno attivato le Rems al primo aprile, come previsto dalla legge, possano “gravare” totalmente su regioni limitrofe che abbiano invece già attivato le strutture alternative.