Abolire le Province costerà il doppio. Naufraga la riforma “simbolo” di Renzi

Personale in esubero, sballottato tra Comuni e Regioni, risorse tagliate, servizi sospesi, dall’assistenza ai disabili alla ordinaria manutenzione delle strade. Sono soltanto alcuni dei problemi che si trascinano insoluti da quando si è deciso di abolire le Province. E’ la matassa aggrovigliata di una riforma, quella targata Graziano Delrio (dal nome del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio) di cui il governo Renzi mena vanto, ma di cui ormai si stanno toccando con mano incongruenze e contraddizioni. A sentire i fautori dell’abolizione delle Province sembrava che toglierle di mezzo fosse la panacea di tutti mali, la chiusura di una querelle sulla “inutilità” di un ente “costoso” che si trascinava da decenni, la santificazione della riduzione di istituzioni territoriali fin troppo affollate. Insomma, non c’era accidente burocratico, incrostazione amministrativa e chi più ne ha più ne metta,  per sostenere che la Provincia andava cancellata.

Province, personale allo sbando dopo la riforma

A niente, proprio a niente, sono serviti i richiami ad una analisi più attenta, scevra da pregiudizi e rispettosa delle funzioni sovracomunali e di governo di area vasta che, nel resto dell’Europa, contemplano un livello istituzionale adeguato. Né sono valsi granché  i richiami ad una maggiore cautela nel considerare il personale come qualcosa da buttar via e trasferire sic et simpliciter in altri enti. Basti pensare che ancor oggi non si sa che fine dovranno faranno le guardie provinciali, che pure hanno competenze specifiche in materia ambientale. La logica vorrebbe che fossero assorbite dalla Forestale per equipollenza di funzioni. Ma c’è chi li vorrebbe inquadrare nella Polizia di Stato, aggiungendo confusione a confusione.

Province, l’abolizione ci costerà il doppio

La riforma Delrio prevede che siano le Regioni ad accollarsi la riorganizzazione del personale provinciale,  ad assumersi ruolo e funzioni finora appartenenti alla Provincia. Ad oggi, sono poche quelle che l’hanno fatto. E chi l’ha fatto., si trova alle prese con enormi difficoltà di bilancio. Dare copertura ai costi conseguenti è una impresa titanica grazie ai tagli inferti dalla Legge di Stabilità. I costi, appunto. Si diceva che, abolendo le Province, si sarebbero ridotti, che ci sarebbe stato un risparmio notevole. Bene, ora il governo si è accorto che manca un miliardo di euro. Non solo, alla fine della giostra, tra aree metropolitane da far decollare e Regioni a corto di cassa, l’abolizione delle Province ci costerà il doppio di quanto si voleva risparmiare.