A “Domenica in” l’elogio dei figli con due mamme gay e senza un papà

Papà Roberto gli aveva dedicato anche una canzone, Due madri, ma non aveva portato particolarmente fortuna alla figlia Francesca Vecchioni e alla compagna, Alessandra Brogno, con cui la donna prima era stata unita civilmente dal sindaco di Milano Pisapia e con la quale aveva dato alla luce, con inseminazione eterologa in Olanda, due gemelline. Figlie con due mamme, un seme sconosciuto e senza un papà. Peccato che la coppia-simbolo delle unioni gay con figli, con un cognome importante e una enorme esposizione mediatica, si sia lasciata due anni dopo. «Ho scritto questo pezzo per Nina e Cloe, che hanno due madri che si amano e anche moltissimo. Ho accompagnato io Francesca in Olanda per fare la fecondazione, è stato entusiasmante», aveva detto Roberto Vecchioni, prima della rottura dell’idillio. E le bambine? Restano alla mamma naturale, quella fecondata, mentre l’altra non può vantare legalmente alcun diritto sulle bambine. La fortuna è che le due giovani signore coltivino ancora buoni rapporti e gestiscano – come hanno spiegato in varie interviste – con amorevole cura le due bambine senza litigare, da separate. Ma sui media continuano a impazzare insiee con la loro storia di “mamme” lesbiche, come fossero modelli alternativi alla famiglia tradizionale da promuovere perfino la domenica pomeriggio su RaiUno, a “Domenica in”.

L’elogio delle mamme gay che scelgono di fare da sole

L’occasione dell’ospitata domenicale, da Paola Perego, su Raiuno, era la presentazione del libro di Francesca Vecchioni, T’innamorerai senza pensare, ma l’intervista s’è trasformata in una sorta di festival della genitorialità alternativa. In un clima, peraltro, abbastanza disinvolto, visto che la Perego, a un certo punto, è stata costretta a zittire persone che ridevano dietro le quinte. «Stiamo parlando di un argomento molto importante, se si smettesse di ridere dietro le quinte, la gente a casa potrebbe ascoltare con interesse una storia che può accomunare molti genitori che scoprono di avere dei ragazzi gay o dei ragazzi gay che non hanno il coraggio di parlare con i propri genitori». Che è una buona cosa, ma che la maternità-paternità non aveva nulla a che vedere.

L’intervista riprende con la Vecchioni che ribadisce come ognuno di noi, etero, omo, trans o in qualunque modo sia, se ha un desiderio di genitorialità deve poter eserciutare il proprio diritto. E giù appalusi. Ma sul finire, mentre Francesca critica le “critiche” ai genitori gay di Dolce & Gabbana, dalla regia parte all’improvviso “Samarcanda” di Roberto Vecchioni. “Oh oh cavallo, oh oh cavallo, oh oh”. E la festa delle mamme senza papà finisce quasi in burletta.