Con Hollande, Renzi fa il “Bernacca”: «Sull’Italia ha smesso di piovere»

Ricorre al più celebre slogan del maggio parigino («Ce n’est qu’un debut») Matteo Renzi appena giunge all’Eliseo per il vertice con il presidente francese Francois Hollande. Il suo pensiero corre agli esami che le economie dei Paesi mediterranei (Francia compresa) devono sostenere di continuo in Europa per avere ragione delle diffidenze teutoniche. «Il 2015 – dichiara il premier appena varca la soglia della residenza presidenziale – è l’anno in cui dovremo fare ancora di più per le riforme: ce n’est qu’un debut (è solo l’inizio), e lo faremo col sorriso sulle labbra».

Hollande, Renzi e il solito ottimismo di facciata

Com è suo solito e come ormai gli italiani hanno ben capito, Renzi ostenta sicurezza. Ma è fin troppo consapevole che al di là di qualche timido ed incerto segnale di risveglio, la situazione sociale ed economica in Italia resta ad alto rischio. Nonostante i tagli e le tasse salate, il nostro debito pubblico non scende ed anche la tanto strombazzata ripresa non va oltre i decimali (le più ottimistiche previsioni parlano di un incremento del 3,6 per cento complessivo nei prossimi 10 anni). Senza tralasciare la triste realtà di un Paese duale con un divario tra Nord e Sud – è l’Istat a certificarlo – tornato ai livelli del 1965. Ma il premier si è  ritagliato la parte del dispensatore di speranza e quindi tiene ad evidenziare che «grazie all’azione comune di Francia e Italia la parola crescita non è più una parolaccia ma un obiettivo chiaro e chiave del continente». La sua sintesi è degna di un bollettino meteorologico che, com’è noto, non sempre ci azzeccano: «Oggi ha smesso di piovere, non c’è ancora il sole, ma si vedono le prime prime luci dell’arcobaleno».

Crisi libica: l’Eliseo se ne lava le mani

Tuttavia, oltre le rassicurazioni di facciata ad uso mediatico il premier in versione colonnello Bernacca non raccoglie granché dal suo incontro con Hollande. Nel Mediterraneo ha fatto irruzione l’incubo della minaccia dell’Isis seguita alla disgregazione della Libia post-Gheddafi. Una situazione rispetto alla quale le responsabilità di Parigi sono enormi ed evidenti. Si affanna Renzi a sottolineare che «il tema della Libia non è solo un tema italiano, ma una priorità per tutta l’Europa e per il Mediterraneo», ma per tutta risposta Hollande si limita a promettere sostegno a «tutti gli sforzi dell’Italia affinché al livello più elevato, vale a dire l’Onu, si possa trovare soluzione al caos e quindi al terrorismo in Libia». Che è come dire: vai avanti tu che a me viene da ridere. Altro che arcobaleno…