La vendetta della Giordania: bombe su Mosul, uccisi molti membri dell’Isis

La reazione del mondo arabo si fa sempre più dura, minuto dopo minuto, ora dopo ora. La barbara uccisione del pilota giordano prigioniero dell’Isis ha indignato il mondo, non è possibile tollerare, non è possibile restare con le mani in mano. La reazione più dura è arrivata da Amman. Il portavoce del governo ha annunciato che «la Giordania farà tremare la terra» sotto lo Stato Islamico. E si è passati dalle parole ai fatti. Gli account Twitter vicini ai peshmerga curdi hanno riferito che «la Giordania ha bombardato Mosul uccidendo 55 membri dell’Isis tra cui un loro leader, Abu-Obida AL-Tunisian». Altre fonti, sempre vicine ai curdi, parlano di 37 uccisi in raid condotti su “al-Kesk” una località nella zona ovest di Mosul.

Il ritorno del re di Giordania

Appresa la notizia sul pilota giordano, Re Abdallah di Giordania aveva interrotto la sua visita negli Stati Uniti ed era tornato nella capitale. All’alba, come prima conseguenza, era stata impiccata Sajida al-Rishawi, la terrorista irachena di cui l’Isis aveva chiesto la liberazione come contropartita per il rilascio del militare prigioniero e del giornalista nipponico poi ucciso. Oltre ad al-Rishawi, nel carcere di Swaqa, nel sud del paese, era stato impiccato anche un altro detenuto, Ziad al-Karbouli, esponente iracheno di al-Qaeda e collaboratore stretto di Abu Musad al-Zarqawi, catturato nel 2006.