Il Vaticano “benedice” il presidente Mattarella. Quelle affinità elettive con Bergoglio…

La benedizione apostolica di Papa Francesco al neo eletto presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è arrivata prima di qualunque altro telegramma di congratulazioni e buon augurio. E sebbene, come le regole protocollari sanciscono, tra il Pontefice e l’inquilino del Quirinale ancora non sia intercorsa alcuna telefonata diretta – prevista per il dopo giuramento – sui media commenti e valutazioni sottolineano le «affinità elettive» sui temi dei valori etici fondanti e della famiglia: baluardi da difendere, come ha scritto Papa Bergoglio nel messaggio a sua firma inviato tempestivamente al presidente appena investito dell’incarico – «specialmente al servizio dell’unità e della concordia del Paese».

La “benedizione” del Vaticano

Una benedizione, quella indirizzata dal Vaticano al presidente Mattarella che esprime, come ribadito dalla Cei nei giorni scorsi, la «soddisfazione e gli auguri della Chiesa Italiana». E allora, come evidenziato da una disamina proposta dal Messaggero a riguardo, «Bergoglio e Mattarella si intenderanno. In Vaticano, a tal proposito, ci sono pochi dubbi», e non solo perché il capo dello Stato ha fin qui palesato un atteggiamento discreto e uno stile improntato alla semplicità. Non soltanto perché è uomo pio e cattolico osservante che va a messa ogni domenica e ha fin qui testimoniato austerità nel costume istituzionale quanto rettitudine morale nella condotta familiare, ma soprattutto perché – come ricorda opportunamente il quotidiano romano – «sia Mattarella che Bergoglio appoggiano una idea di laicità capace di favorire la pacifica convivenza tra le tante realtà presenti, le confessioni, le culture».

La sintonia con Bergoglio

Il Vaticano, insomma, plaude e condivide con gioia l’elezione di Mattarella, in quanto figura di alta caratura morale e vertice istituzionale che certamente operarerà in sintonia con Papa Francesco in nome di una politica dell’incontro tanto cara alla Chiesa. «Insomma, aggiunge il Messaggero – nessuna ingerenza, ma mutuo rispetto, una separatezza ben definita, con ruoli non sovrapponibili benché racchiusi in una cornice solidale per il bene del Paese. È certo – conclude infatti il quotidiano – che Mattarella, pur non avendo al momento grosse frequentazioni, in Vaticano troverà buona accoglienza». O meglio, l’ha già trovata.