Unioni civili, Renzi ha detto sì: ai gay gli stessi diritti degli sposati

«Con Renzi ne abbiamo parlato l’ultima volta che è venuto al Senato, e ci siamo confermati il cronoprogramma: portare il testo sulle unioni civili in Aula a marzo». Senza minimamente curarsi di interpellare gli alleati del Ncd, la relatrice del ddl al Senato Monica Cirinnà, intervistata da La Stampa, annuncia il varo di “una legge per dare diritti, doveri e riconoscimenti a chi è unito da un legame affettivo e ha un rapporto di convivenza”. E’ stata accantonata invece l’idea di estendere il matrimonio alle persone dello stesso sesso, per evitare “di far morire il testo”. Ma siamo lì. «Con le unioni civili, i gay avranno gli stessi diritti degli sposati eterosessuali, tranne l’adozione. Anche se sarà possibile che il figlio biologico di uno dei due sia adottato dall’altro: oggi di fatto, l’altra persona della coppia per la legge è un estraneo». Ma i numeri ce li ha il governo? «La stragrande maggioranza del Pd è favorevole: in commissione Giustizia al Senato, su 8 membri forse uno solo ha dubbi. Una volta in aula, aggiunge, il vero problema non è dentro al Pd, ma è capire quanti sono gli ultra-cattolici di tutti gli schieramenti e se riescono a saldarsi trasversalmente, e temo che dentro Ncd siano più o meno tutti contrari».

I dubbi del Ncd sulle unioni civili tra gay

«Dobbiamo stringere un patto sui contenuti, con un massimo comune denominatore e portare a termine una ‘legislatura operosa’. Poi le due aree ridiventeranno alternative», dice Maurizio Sacconi, in un’intervista al Corriere della sera, spiegando che l’intesa dovrà essere trovata su “lavoro, fisco, giustizia: i nodi da sciogliere per riprendere a crescere”. Intervistato anche dal Messaggero sulle unioni civili, Sacconi si augura dal Pd un approccio non “ideologico”, ma “pragmatico”: spiega che Ncd “è disponibile a una legge che regolamenti diritti e doveri”, ma “siamo contrari alla omologazione diretta o indiretta che costituisse il presupposto per alcuni diritti esclusivi del matrimonio, come sancisce la Costituzione che tutela la famiglia naturale”. Ma la Cirinnà è stata informata?