Ucraina: la Merkel media, Putin ribadisce: «Niente ultimatum»

Gli Stati Uniti sono pronti a fornire armi all’Ucraina se la via diplomatica dovesse fallire. Dopo il messaggio lanciato ieri da Barack Obama alla Russia, tutti aspettano di vedere come andrà a finire il vertice di Minsk di domani con tutti i big presenti, dalla Merkel a Hollande, dall’esito quanto mai incerto, come ha ammesso la stessa cancelliera da Washington, sottolineando senza mezzi termini come con la crisi ucraina sia oramai in gioco “l’ordine della pace in Europa”. Con Vladimir Putin, del resto, è sempre più muro contro muro. Lo “zar” del Cremlino, in vista del summit di mercoledì, ha messo in guardia Europa e Stati Uniti usando parole forti: «La Russia non accetterà mai alcun ultimatum». «Nessuno – ha detto il suo portavoce – ha mai parlato e potrà mai parlare al presidente con il tono dell’ultimatum». Ma la convinzione della Casa Bianca – affermano fonti dell’amministrazione statunitense – è che armando Kiev e favorendo una controffensiva degli ucraini possa diventare più difficile per Putin giustificare col popolo russo il coinvolgimento in una guerra mai dichiarata. Un coinvolgimento finora ufficialmente negato dal Cremlino.

Brutte notizie dal fronte di guerra

Intanto le notizie che, alla vigilia del summit di Minsk, arrivano dal terreno non facilitano la creazione di un clima favorevole all’accordo. Da Kiev, infatti, parte l’ennesima denuncia nei confronti di Mosca: 1.500 soldati russi avrebbero attraversato la frontiera con l’Ucraina tra il 7 e l’8 febbraio, portando con sé anche mezzi e armi pesanti. E sul campo di battaglia si continua a morire, con decine di vittime solo negli ultimi giorni. Nella notte inoltre un impianto chimico è stato colpito a Donetsk, producendo un’esplosione così potente da essere udita in tutta la roccaforte dei separatisti del sud-est ucraino. Una situazione quasi senza controllo, che potrebbe accelerare l’azione da parte di Washington. Col rischio però, sottolineano molti osservatori, di spaccare il fronte occidentale.

Da Mosca un segnale di ottimismo

«Il conflitto tra Russia e Ucraina non può essere risolto con mezzi militari», ha detto ieri sera la cancelliera tedesca Angela Merkel in una conferenza stampa congiunta con il primo ministro canadese Stephen Harper. «Spero che saremo in grado di risolvere questo conflitto per via diplomatica, perché penso che con mezzi militari non possa essere risolto», ha ribadito la Merkel poche ore dopo l’incontro con il presidente americano Barak Obama a Washington. La reazione di Mosca è però dialogante: «La Russia intende promuovere una soluzione pacifica del conflitto nel sud-est ucraino favorendo trattative dirette tra Kiev e i separatisti», ha detto il ministro degli Esteri russo Serghiei Lavrov in un messaggio scritto in occasione del “giorno dei diplomatici”.  Una seduta del Gruppo di contatto Kiev-Mosca-Osce-separatisti si svolgerà oggi a Minsk, alla vigilia di un attesissimo vertice tra Putin, Poroshenko, Merkel e Hollande sempre nella capitale bielorussa per cercare una soluzione pacifica al conflitto nel Donbass.