L’allarme del premier libico: i jihadisti vicini al confine con la Tunisia

Il premier libico Abdallah Al Thani, ha detto alla radio tunisina Express Fm che membri dell’Isis e di Boko Haram hanno raggiunto o stanno raggiungendo i gruppi terroristici presenti in Libia, ed ha precisato che questi ultimi si starebbero avvicinando al confine con la Tunisia. A proposito dell’intervento militare egiziano, Al Thani ha affermato che gli attacchi aerei su postazioni Isis in Libia sono stati eseguiti con l’approvazione del governo libico e che il Consiglio di sicurezza dell’Onu ha rifiutato di fornire armi allo Stato libico per la sua lotta contro il terrorismo.

La Tunisia rafforza le difese lungo i confini

Intanto, la Tunisia ha dispiegato lungo il confine di terra e di mare con la Libia unità dell’esercito, rafforzate da unità della Guardia nazionale e della Dogana, per difendersi da “eventuali minacce contro l’integrità territoriale del Paese” ed “impedire ogni tentativo di infiltrazione da parte di terroristi”, ha detto il colonnello Belhassen Oueslati, portavoce del ministero della Difesa. Le forze armate tunisine possono contare su 27 mila uomini dell’esercito, 4.000 dell’aviazione e 4.500 di marina.

Riunione Onu, contatti Egitto-Francia

In vista della riunione dell’Onu, proseguono i contatti a tutto campo. Egitto e Francia, che fanno da capofila al negoziato, sono al lavoro su un testo di quello che potrebbe diventare una risoluzione. L’inviato dell’Onu per la Libia Bernardino Leon si è detto prudentemente ottimista e ha chiesto “giorni di tempo” per portare avanti il negoziato. All’Onu non trovano riscontro le ipotesi lanciate in Italia su un “rafforzamento” dello sfondo Onu in Libia affiancando a Leon l’ex premier – e inviato per il Sahel – Romano Prodi.

Al Sisi: il popolo libico abbandonato

In un’intervista a Europe 1, riportata da Repubblica, Abdel Fattah Al Sisi, capo dello Stato egiziano, sostiene che la minaccia jihadista non riguarda solo la Libia e l’Egitto ma tutto il Mediterraneo.”E’ indispensabile pertanto affrontare il problema, perché la missione non è stata portata a termine dai nostri amici europei – aggiunge -. Noi abbiamo abbandonato il popolo libico alla mercé delle milizie estremiste”. Al Sisi chiede che l’Onu scelga la strada dell’intervento di una coalizione in Libia.