Torna Cottarelli, l’incubo di Renzi : «Il governo è attaccato alle sue aziende»

“Sinceramente perché non sia stata inserita questa novità nella Legge di Stabilita’ non lo so”: l’ex commissario alla spending review Carlo Cottarelli torna a dire la sua sui tagli e soprattutto spiega di non sapere il perché della mancata adozione da parte dell’esecutivo della proposta di ridurre da 8mila a mille le aziende partecipate a vario titolo da regioni, province e comuni. Proposta sbandierata per mesi di cui però s’è persa definitivamente traccia.

La politica non rende possibili i tagli

Dettosi certo che il governo non abbia abbandonato l’ipotesi da lui proposta, l’ex commissario nominato da Enrico Letta e giubilato da Matteo Renzi ha tuttavia osservato, in una intervista a Radio 24,  che «è chiaro che ci sono resistenze di diverso tipo. Resistenze burocratiche, ci sono anche resistenze politiche, perché le partecipate costituiscono un elemento di potere. Il capitalismo non di Stato ma regionale, provinciale e comunale. Non e’ stata abbandonata la riforma, e’ stato scelto un percorso, quello della legge delega che e’ più lento. Non lo so perché e’ stato scelto». Insomma, i partiti e il governo, dice in soldoni Cottarelli  sono i responsabili dello stop alla sua idea di operare drastici risparmi per le amministrazioni pubbliche.

«Non aspettatevi granché…»

L’uomo del Fondo Monetario che avrebbe dovuto che avrebbe dovuto interpretare il ruolo di tagliaforbice di tutto il superfluo è poi tornato sul “giallo” dei 25 tavoli di lavoro che furono insediati ai suoi tempi per la revisione della spesa pubblica. Tavoli che hanno prodotto dossier mai pubblicati: «Credo che si stiano parlando fra Palazzo Chigi e il Ministero dell’Economia, c’e’ anche una questione pratica di editing e comunque non aspettatevi granché…». Anche perché almeno 5 gruppi di lavoro non hanno mai completato i loro dossier. Insomma a spiegare quello che sembrava un giallo ci ha pensato stavolta Cottarelli in persona che, tornato dalla famiglia negli Stati Uniti, non si è nascosto nell’individuare le responsabilità di chi ci governa. Facendo emergere tutta la fuffa gettata in faccia agli italiani da Renzi a suon di annunci e di conferenze stampa. Zeppe di slide e prive di fatti.