Spinello libero, è caos: negli Usa nasceranno persino i club delle canne

Washington, la capitale americana, rischia di trasformarsi nel «selvaggio west della marijuana» e nella patria dello spinello libero. Il caos su possesso e consumo delle “canne” sembra essere alle porte, visto che presto entrerà in vigore la liberalizzazione della marijuana. È quanto prevede l’esito di un recente referendum che consentirà a chi ha compiuto 21 anni, l’età alla quale è autorizzato il consumo di alcol, di possedere, condividere, fumare e coltivare marijuana.

Il caos dello spinello libero e il nodo dell’acquisto

Quello che rimane poco chiaro, o quantomeno non sembra essere stato regolamentato, sono le regole sull’acquisto. Da qui nasce il timore che questo vuoto legislativo possa gettare nel caos il District of Columbia (DC) che ospita Washington. A differenza di quanto accaduto per gli altri quattro Stati dove lo stesso provvedimento di iniziativa popolare è stato votato, DC è stato escluso dalla possibilità di regolamentare la vendita di marijuana. Vi si è opposto il Congresso degli Stati Uniti, che ha potere di giurisdizione per la città. Un modo secondo alcuni, spiega il Washington Post, per fare muro contro l’esito del referendum e bloccare di fatto l’iniziativa. Si teme adesso però per il rovescio della medaglia. E i timori riguardano anche gli entusiasti del nuovo corso.

Follia pura: nasceranno anche i club delle canne

Nel frattempo si preannunciano una serie di iniziative per inaugurare la novità nella capitale: si parla di almeno due eventi, che si terranno in altrettante note location praticamente sull’uscio di Capitol Hill, organizzati alla maniera di una vera e propria “expo” a tema e con fino a 200 espositori presenti: tra imprenditori, consulenti, società che già operano nel settore di marijuana e “canne”. Gli addetti ai lavori ritengono che sarà un appuntamento chiave per far emergere le contraddizioni, che vanno superate. Molto ha a che fare con il particolare status del Distretto di Columbia, regolamentato direttamente dalle autorità federali, ovvero in questo caso con l’intervento del Congresso. Altrove, in Colorado o nello Stato di Washington per esempio, al voto d’iniziativa popolare è seguito l’intervento delle autorità statali che hanno introdotto restrizioni e vincoli, anche più rigidi di quelli vigenti per quanto riguarda l’alcol. Nella capitale, invece, impazza il rischio “far west”. Del resto si potrà coltivare marijuana in casa o in giardino, e non è escluso che sorgano “cannabis club” o simili, aprendo così la strada alle iniziative più disparate e “creative” per il consumo di marijuana all’ombra della Casa Bianca.