La sinistra democristiana è risorta. Altro che Nazareno

Prima l’ha spiegato Ciriaco De Mita. Poi anche Francesco Rutelli. Perciò non alcun c’è dubbio: altro che Nazareno, l’unica a risorgere è la sinistra Dc. L’elezione di Sergio Mattarella è sembrata in effetti il tassello mancante. Quello che si incastra e dà evidenza e sostanza al puzzle della politica italiana. Da quando, oltre venti anni addietro, tutto era cambiato nel volgere di un attimo. Con lo status quo in pezzi. Un puzzle, appunto. Che sembrava essere stato scombinato dai pm di Mani pulite e da Silvio Berlusconi, ma che in verità era stato mandato a gambe all’aria dall’improvvisa caduta del Muro di Berlino. E dal liberarsi di tante energie compresse.

L’Italia risana la sua diversità

Poco più di vent’anni. Vent’anni di entusiasmi, delusioni e speranze ed ecco che tutto torna com’era. Come la coda mozzata del serpente ricresce, così l’Italia risana la sua diversità mal vissuta e si rimette in riga. Vent’anni fa si guardava a Roma. Come oggi a “Syriza” e “Podemos“. Perchè qui tutto si è assestato. Con quella che era la sinistra dc in Paradiso. L’ha spiegato il vecchio De Mita che “Mattarella è una persona seria… che studia”. Perciò bando alle ciance e ai colpi di testa. Altro che “la mia vecchia Margherita” come ha cercato di rivendicare quel masticatore di pane e cicoria di Rutelli. È la Balena bianca di sinistra quella che riemerge dagli abissi. Con i vecchietti De Mita, Marini, Castagnetti e Rosy Bindi tutti a fregarsi le mani dalla gioia. E a guardare con familiare soddisfazione a quel furbo guascone toscano. Quel Matteo Renzi che, seppur nulla ha a che vedere con Giorgio La Pira e Amintore Fanfani, è riuscito nel capolavoro della riesumazione. E della rivitalizzazione.

Adesso un bel convegno

Passi pure, perciò, che s’è sbagliato e ha vagheggiato il “partito della Nazione“. Un momento di euforia giovanile. Ciriaco glielo ha già chiarito che è meglio “del popolo” e lui, il Matteo, pare averlo capito. E se magari avesse bisogno di ulteriori spiegazioni e approfondimenti si potrebbe, adesso sì, programmare un bel convegno. Uno di quelli di memoria antica. Come faceva la sinistra di Base. Magari nelle valli del Trentino. O come quello dell’aprile del 1969 a Firenze. Giusto per fargli respirare aria di casa. Aria di Democrazia cristiana. E per rassicurare gli “amici” del Manifesto che sì, adesso ne siamo finalmente certi: “moriremo democristiani“.