Foibe, le strane amnesie di Pisapia. Giorgia Meloni lancia l’hashtag #10febbraio

Il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, non si smentisce. Da parlamentare di Rifondazione comunista votò contro il  “Giorno dei Ricordi”. Da primo cittadino ignora la tragedia delle foibe, quell’autentico orribile massacro messo in atto dalle milizie di Tito, a guerra finita,  nei confronti della etnia itaiana. Un eccidio di massa che, anche quest’anno, Pisapia ignora, come ha denunciato l’on. Riccardo De Corato, già vicesindaco di Milano e attualmente consigliere regionale in Lombardia tra le fila di Fratelli d’Italia. Eppure un Sindaco, in virtù della carica istituzionale che ricopre, dovrebbe liberarsi dei propri armamentari ideologici e rispettare una ricorrenza nazionale. Dovrebbe farlo per rispetto, innanzitutto, ma anche per dovere.

L’ipocrita silenzio su una immane tragedia

Il voler continuare a trincerarsi dietro il muro del silenzio, che per decenni ha negato l’esistenza stessa  della pulizia etnica perpetrata dal dittattore comunista dell’ex Jugoslavia Tito nei confronti delle popolazioni dell’Istria e della Dalmazia, rappresenta un insulto nei confronti delle vittime e delle popolazioni costrette a lasciare la loro casa e la loro terra, è un atto di ipocrisia senza pari. Quelle popolazioni ancor oggi sono in attesa di giustizia.

Giorgia Meloni lancia hastag su Giorno del Ricordo

Di tutt’altro tenore l’iniziativa assunta dal presidente di  Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale, Giorgia Meloni, che ha lanciato un tweetstorm con l’hastag#10febbraio per il Giorno del Ricordo. Una iniziativa intelligente per ricucire la storia patria, sine ira et odio, ma con la consapevolezza di permettere soprattutto alle giovani generazioni di conoscere pagine drammatiche e tragiche dell’immediato dopoguerra che faticano ad  entrare nei libri di storia. Fu proprio Allenza Nazionale a proporre, undici anni fa, al Parlamento di istituire questa giornata di commemorazione. Fu quello un atto, il primo dopo un lungo periodo di colpevole silenzio e di assurde mistificazioni storiche, che ristabiliva una verità con la quale gli italiani, tutti gli italiani, dovevavo avere il coraggio di misurasi per aprire la strada di una autentica pacificazione.