Saltamartini zittita dalla Boldrini, protesta davanti al Quirinale

Nessuna facoltà di parola in aula per Barbara Saltamartini. A prendere il clamoroso provvedimento la presidente della Camera Laura Boldrini che si è trincerata dietro un cavillo procedurale. «È gravissimo quanto successo solo pochi minuti fa in Aula alla Camera»,  ha denunciato la Saltamartini, già esponente di Alleanza nazionale, poi passata a Ncd e dimessasi dal partito di Alfano dopo il voto per il Quirinale. «Per meri formalismi e tecnicismi regolamentari – denuncia la deputata Saltamartini – la presidente Boldrini mi ha negato la parola, in qualità di deputato singolo iscritto al gruppo Misto, impedendomi di fatto di poter intervenire su un emendamento presentato da un collega alla riforma della Costituzione italiana. Un atto che lede il diritto di un deputato nel portare il proprio contributo a quella che è la riforma più importante per chi svolge il ruolo di parlamentare della Repubblica. Per questo mi sto recando al Quirinale per chiedere al presidente Mattarella, quale garante della Costituzione, di essere ricevuta e portarlo a conoscenza di quanto accaduto». Come risulta dal resoconto stenografico della Camera dei deputati la presidente arrivata in Parlamento con i voti di Sinistra e libertà non si è posta alcuna remora nel silenziare la deputata ex Nuovo centrodestra.

La protesta di Saltamartini da Mattarella

«È infatti inaccettabile che a un parlamentare della Repubblica italiana che vuole esprimere la propria opinione, non per becero ostruzionismo, sulla modifica della Costituzione venga negata questa possibilità. Per questo – conclude Saltamartini – rimarrò davanti il Quirinale fino a quando non sarò ricevuta dal Presidente, con il quale sento il dovere di confrontarmi su quanto accaduto anche perché, come lui stesso ha detto nel suo discorso di insediamento, è arbitro imparziale».