Ruby ter: ecco i nomi delle venti ragazze che sono state perquisite

Le perquisizioni eseguite oggi nell’ambito dell’inchiesta “Ruby ter” hanno riguardato, da quanto si è saputo, tutte le ragazze ospiti alle serate di Arcore con Silvio Berlusconi e già indagate per corruzione in atti giudiziari. Sono una ventina, in totale, e tra queste figurano la showgirl Barbara Guerra e le gemelle Eleonora e Concetta De Vivo. Come è emerso dalle motivazioni delle sentenze di primo grado sui casi Ruby (Berlusconi è stato assolto in appello) e Ruby 2 (condannati Fede, Mora e Minetti), che hanno dato il via all’ inchiesta con la trasmissione degli atti in Procura, le ragazze sarebbero state ricompensate dall’ex premier per mentire nel corso delle loro testimonianze in aula. In particolare, le giovani avrebbero ricevuto una sorta di stipendio da 2.500 euro al mese dal leader di Forza Italia. L’inchiesta su questo presunto “inquinamento probatorio” è scattata il 23 gennaio 2014 e vede indagati in totale 45 persone. Berlusconi, in particolare, è “gravemente” indiziato del reato di “corruzione in atti giudiziari” per aver pagato il silenzio non solo delle ragazze chiamate a testimoniare sulle serate ad Arcore, ma anche e soprattutto di Ruby alla quale – questa è l’ipotesi – avrebbe promesso «un ingente compenso se avesse taciuto o “fatto la pazza”».

Da Iris Berardi alle gemelle De Vivo

Tra la ventina di ragazze indagate per corruzione in atti giudiziari (i bersagli delle perquisizioni) ci sono anche Lisney Barizonte, Iris Berardi, Roberta Bonasia, Francesca Cipriani, la stessa Ruby, Aris Espinosa, Barbara Faggioli, Esther Garcia Polanco, Miriam Loddo, Raissa Skorkina, Alessandra Sorcinelli, Elisa Toti e Iaona Visan. Al centro dell’indagine anche l'”anomalo” e “irrituale” interrogatorio di Ruby che, nella notte tra il 6 e il 7 ottobre 2010, per oltre otto ore, nello studio del suo ex avvocato, Luca Giuliante, davanti anche a Lele Mora, a “un emissario di Lui”, a una persona che verbalizzava e al suo attuale compagno Luca Risso, raccontò quel che tre mesi prima aveva detto agli inquirenti sulle feste a casa di Berlusconi.