Riforme, il Pd impone la seduta-fiume. Rissa in aula tra Ncd e Lega (gallery)

Salta la trattativa tra maggioranza e opposizione sulle riforme e nella serata di ieri, su proposta del Pd, l’aula della Camera accoglie, in un clima rovente, la richiesta di una seduta fiume per accelerare l’iter del provvedimento e aggirare la zavorra degli emendamenti presentati e quelli incombenti. Bagarre in aula e cori di protesta dalle opposizioni, sfiorata la rissa tra Lega e Ncd. Cori assordanti e interminabili dai deputati M5s che dopo il sì dell’aula alla seduta fiume hanno avviato una protesta no stop contro i banchi del Pd (“buffoni-buffoni”) e contro la presidente Boldrini (“serva-serva”) che ha subito sospeso la seduta per far “smaltire i cori”.

Il Pd ottiene la seduta-fiume sulle riforme

Il capogruppo Pd Roberto Speranza prendendo la parola in aula oltre a proporre la seduta fiume, ha anche detto che il voto finale sul ddl potrebbe slittare ai primi giorni di marzo (quindi sfuma l’ipotesi di chiudere sabato prossimo). L’aula della Camera è riuscita ieri a votare uno dei due pilastri della riforma, il nuovo articolo 117 della Costituzione. Ma restano da votare ancora centinaia e centinaia di emendamenti su punti minori; per questo era stata avviata una trattativa tra maggioranza e opposizioni affinché venissero ritirati quelli più ostruzionistici, in cambio di tempi di discussione più ampi. Ciò non è accaduto ed è arrivata la decisione di una seduta no stop. In mattinata la presidente Laura Boldrini aveva concesso a M5s e Sel, che avevano esaurito i minuti a loro disposizione, un ulteriore tempo. I pentastellati per mezza mattina hanno proseguito l’ostruzionismo facendo così capire l’impatto che il loro atteggiamento potrebbe avere se portato alle estreme conseguenze. Ma dopo la decisione della presidente Boldrini si è pian piano ripristinato un clima più sereno che ha fatto sì che in giornata fossero votati una sessantina di emendamenti. Tra l’altro la Camera ha votato tutti gli emendamenti riguardanti l’articolo 117 della Costituzione, riconducendo in capo allo Stato alcune competenze oggi assegnate alle Regioni. Si tratta di uno dei due pilastri del ddl Boschi (l’altro è la trasformazione del Senato).

La rossa sfiorata in aula

Solo il pronto intervento dei commessi ha evitato in serata una rissa tra deputati della Lega e di Ncd in aula alla Camera. Sergio Pizzolante è intervenuto a nome di Ncd per annunciare l’appoggio del suo gruppo alla richiesta del Pd di una seduta fiume. Pizzolante ha chiuso invitato ad evitare “speculazioni di bassa lega”, ed ha aggiunto: “dico non a caso ‘bassa lega”’. A questo punto alcuni deputati del Carroccio si sono lanciati contro Pizzolante, difeso dai commessi. Altri deputati della Lega sono intervenuti mentre la presidente Laura Boldrini invitava alla calma.