Riforme, Alfano si sente protagonista e passa all’incasso. Senza pudore…

La corsa a prendersi il merito delle riforme, o di quel che Renzi presenta come un grande risultato  raggiunto in piena notte e a colpi di maggioranza, è iniziata. Non c’è l’ombra di uno scrupolo, del minimo senso di pudore nel santificare una notte parlamentare il cui spettacolo è apparso indecoroso agli occhi di chiunque non si lasci abbacinare dai tweet di Renzi e dalle furbate regolamentari cui si è ricorso, con l’avallo della presidente della Camera, Boldrini, per ridurre all’impotenza le forze di opposizione. Così è venuto fuori il canovaccio di una riforma costituzionale rabberciata e inconcludente, che , per il metodo adottato, fa rivoltare nella tomba i padri costituenti.

Riforme, addio allo spirito unitario

Per varare la Carta fondamendale, ci volle  una Assemblea costituente, i cui componenti, per livello, prestigio e competenza, ammettiamolo con francezza, avevano nomi da far inpallidire gli attuali “riformatori”. Ora , tutto avviene nella arrogante solitudine di una maggioranza che usa toni sprezzanti, in spregio alla elementare regola, da tutti (Renzi compreso) sempre invocata, in base alla quale le Riforme costituzuionali si fanno con maggioranze ampie, allargate, mantenendo uno spirito il più possibile unitario. A salvaguardia, come appare persino elementare, del fatto che le regole fondamentali di uno Stato appartengono a tutti e non possono, in nessun caso, essere di “parte”. Ricordate quando Renzi e con lui l’intero governo invocavano lo spirito costituente e assicuravano urbi et orbi che le Riforme si fanno nel rispetto di questo basilare principio democratico? Oppure quando, con un  barlume di autocritica, proprio Renzi  riconosceva l’errore di aver varato le riforme del Titolo V (che non pochi disastri hanno procurato) a colpi di maggioranza?

Riforme, Alfano passa all’incasso

Tutto dimenticato. In una notte. Renzi non era il solo a dirlo, in verità. Dietro di lui, in questo esercizio di alta decenza costituzionale, si esercitava anche Angelino Alfano. Anche lui, di memoria corta. Proprio Alfano, infatti, preferisce correre all’incasso. “Abbiamo votato le riforme costituzinali e siamo protagonisti di un nuovo patto costituente che renderà le nostre istituzioni più moderne ed efficienti”, scrive in una nota. “Noi di Ncd e Udc – aggiunge – siamo certi che la nostra piosizione sarà  condivisa dalla gran parte dei moderati italiani che non si sentono rappresentati dal Partito Democratico e che trovano in noi il partito della stabilità e delle riforme”. Oibò! Anche le pulci hanno la tosse.