Rifondazione resta a piedi e lancia la colletta per l’auto. Italiana? No, rumena

Politicamente, i comunisti di Paolo Ferrero erano rimasti a piedi da qualche anno, visto che ormai l’unico triciclo azionato dal voto popolare è un’europarlamentare, Eleonora Forenza, che si batte da sola nelle aule di Strasburgo e Bruxelles per dare visibilità a quegli arnesi della storia, la Falce e il Martello, rottamati dalla storia stessa. Ma dal punto di vista meccanico, Rifondazione comunista non si è arresa all’usura del tempo, anzi, rilancia  e chiama a raccolta i suoi per acquistare una nuova auto da mettere a disposizione del partito: la vecchia Lancia è andata, i comunisti hanno puntato su una marca rumena, la Dacia Sendero, 7.900 euro a listino, una vettura dell’Est, nel segno della nostalgia, dell’austerity post-comunista, della sobrietà filo-sovietica. Uno schiaffo a Marchionne, alla Fiat, all’italianità, quasi una sfida politica ma combattuta con i metodo di Don Camillo, la raccolta dei fondi in stile parrocchia. Compagni, versate qualcosa per l’auto, è l’appello sul sito, “quando il gioco si fa duro, i duri iniziano a sottoscrivere”, con tanto di foto dei Blues Brother’s mentre osservano una vettura fumanteMa funzionerebbe meglio “avanti popolo, alla ricossa, colletta rossa, colletta rossa…”.

Un’auto nuova per combattere meglio Renzi

“Compagni, dopo centinaia di migliaia di km controcorrente e migliaia di incontri in tutta Italia l’automobile in dotazione alla direzione nazionale ha cessato di combattere per la democrazia e il socialismo. Un bel guaio proprio nel momento in cui c’è da portare avanti l’opposizione al governo Renzi, difendere la Costituzione e la democrazia, sostenere il governo dei nostri compagni di Syriza in Grecia, unire la sinistra…”, è l’appello di Rifondazione, che sottolinea come “non sempre si può arrivare in un posto – come necessità richiede e con la dovuta celerità – usando i mezzi pubblici come i nostri dirigenti sono abituati a fare”.  Ed ecco l’annuncio: «Abbiamo proceduto all’acquisto di una Dacia Sandero 1200 a gas, niente lussi quindi ma solo lo stretto indispensabile per continuare la lotta. Ora dobbiamo pagarla e c’è bisogno di una sottoscrizione straordinaria e del contributo di tutti…». Poi arriva l’indicazione dell’Iban e la puntualizzazione: “specificare che si tratta di una donazione a un partito, così potrete detrrare i soldi dall’imponibile sul 740″. Perché donare è una liberalità, ma se c’è da risparmiare sulle tasse ai compagni Falce e Sportello-bancomat certo non dispiace.