Lo “sceriffo” Gentilini: «Tosi ha detto sì al Gay Pride, ha rotto le palle»

«Tosi? Ha detto sì al Gay Pride a Verona, gli sparerei. I gay non appartengono al popolo veneto. Restino in casa, no all’esibizionismo». Giancarlo Gentilini, l’ottantenne ex sindaco di Treviso, ha abbandonato la politica attiva ma non l’abitudine alle “sparate” da sceriffo, come ha fatto nel corso della trasmissione La Zanzara di Radio24: «Gli sparo politicamente», ha aggiunto subito dopo l’ex leader leghista che, interloquendo con i conduttori ha proseguito: «Non dica scemenze, i gay non hanno nulla a che fare col popolo veneto, quella non è l’eredità del popolo veneto. Io li rispetto, però non facciano esibizionismo, uomini con le tette come le ragazze, per carità. Restino in casa, nel privato».

Gentilini attacca ancora Tosi: sta rompendo le palle

Senza freno, Gentilini ha rispolverato il linguaggio da battaglia anche per criticare Tosi sul piano politico, sulla querelle con Zaia: «Dico a Tosi che adesso sta rompendo le palle. Pensi a guidare Verona, che è la città più importante della regione. Quando Zaia finirà il secondo mandato allora si presenterà davanti al popolo veneto senza rompere i coglioni a nessuno e così riceverà il testimone. Ma Zaia non si tocca». E sempre su Tosi: «Per lui ci vuole una purga leghista, non so se all’olio di ricino o con l’extravergine di oliva».