I “Responsabili”? Se sono con Renzi non chiamiamoli più trasformisti

Il dopo Quirinale, con la sua scia di veleni e conflitti, continua a dominare le pagine dei quotidiani. Massimo Franco, sul Corriere della Sera, vede nell’accordo di maggioranza sulla legge anticorruzione un altro segnale di smarcamento di Renzi da Forza Italia. Un altro pezzo dello “smantellamento” del Patto del Nazareno. “Si è tornati al testo inziale”, spiega l’editorialista. Quello proposto dal presidente del Senato, Pietro Grasso. Quello che contro la corruzione prevede il falso in bilancio perseguibile d’ufficio, e sconti di pena a chi collabora. In verità, il testo definitivo ancora non si conosce. Quel che conta, al momento, è il dato politico: la ritrovata intesa con Alfano e l’intenzione del premier di mantenere compatto il proprio partito. Ciò significa che sull’altro lato della bilancia c’è il “congelamento” del Patto del Nazareno, quasi a voler esasperare la sfida con Berlusconi. Segnali, dunque, di rottura definitiva? Non è detto.

Il premier vuol imporre la sua agenda a Ncd e Fi

Verosimilmente, il premier, secondo l’analisi del Corriere, “vuole imporre la sua agenda a Ncd e Fi; e far capire alla minoranza del Pd che dopo l’elezione di Sergio Mattarella la sua leadership si è rafforzata”. E’ come se Renzi stesse costruendo lo schema della “seconda fase” del suo governo. Significa lo smantellamento progressivo di alcuni “addentellati” del Patto del Nazareno: dall’ipotesi di far pagare le frequenze televisive a Rai e Mediaset alla modifica della riforma elettorale sui cento capilista bloccati. Questioni che stanno a cuore, per opposti interessi, tanto a Berlusconi quanto a Bersani. “E’ una sorta di strategia del filo teso”, scrive Massimo Franco. Ossia il metodo di chi “sceglie e cerca di mettere nell’angolo l’avversario di turno”. Un metodo che mira a lasciare in piedi soltanto una opzione: quella dell’agenda del Pd o uno scarto che potrebbe portare alla crisi di governo. Un metodo, in sostanza, che confida su “rapporti di forza sbilanciati a favore del presidente del Consiglio”. Esso nasconde l’intenzione di preparare, attraverso un pacchetto di riforme, la piattaforma per un eventuale ricorso anticipato alle urne. In tale schema conta solo la regola in base alla quale chi ha più voti impone la sua legge. Ecco perché, secondo l’analista del Corriere, si registra un gran movimento alla ricerca di  senatori “responsabili” cui affidare la sopravvivenza dell’esecutivo, almeno fin quando il filo non si spezzerà del tutto. Solo che, quando lo fece il centrodestra, si parlò di trasformismo. Con
coda processuale sul voto di scambio.