Renzi da Vespa provoca Alfano e irride Letta: «Non è stato sereno…»

Quello nei confronti di Enrico Letta “non è stato in alcun modo un tradimento di un patto, se fosse stato sereno, sarebbe rimasto lui il presidente del Consiglio”. È un Matteo Renzi arrogante come al solito quello che ha fatto passerella a “Porta a Porta”, dopo l’elezione di Sergio Mattarella al Quirinale grazie alla sua cinica regìa. Perfino sul passato, e su quello “scippo” di Palazzo Chigi al suo collega di partito, Renzi non fa alcuna autocritica, nemmeno su quell’hashtag che aveva lanciato poco prima di silurare il rivale, #Enricostaisereno. «Io avevo detto a Letta si va avanti fino al 2018 poi  hanno bloccato l’azione di governo perché puntavano ad arrivare al voto nel 2015», ha spiegato Renzi, che poi è tornato sui temi di attualità

Messaggi in codice ad Alfano e a Renzi

Se Berlusconi si sfilasse dalle riforme, “sarebbe un elemento di dispiacere, ma le riforme si fanno lo stesso”, ha spiegato Renzi, a Porta a Porta, durante la quale ha invitato Berlusconi a “decidersi”. «Secondo me FI – ha detto Renzi – fa un errore, e se io potessi dare un consiglio a Berlusconi gli direi “ti vuoi decidere?”. Forza Italia – ha proseguito – sta nel patto delle riforme e nel patto sulla legge elettorale; però Berlusconi soffre per la presenza al suo fianco di strateghi che gli dicono che le riforme non sono importanti e che servono solo per ricattare Renzi su altro. Ma le riforme – ha concluso Renzi – non servono solo a me, servono anche a lui e Berlusconi dovrebbe metterci il cappello sopra».  E Alfano? Anche qui, i toni sono vagamente provocari: «Avremmo eletto Mattarella anche senza Ncd, ma sarebbe stato un errore per loro e infatti Alfano ha cambiato idea. Sarebbe stato incomprensibile non eleggerlo. Una verifica di governo? Le verifiche si facevano nella prima Repubblica e si fanno a scuola. Ma Ncd non la chiede: non è nell’interesse di Alfano e loro. Il governo va avanti fino al 2018 con Ncd dentro», scommette il premier.