Renzi, doppiogiochista, vuol dividere la destra e abbracciare Tsipras

Si infittiscono sui quotidiani le analisi sulla evoluzione della situazione politica dopo il voto per il Quirinale. La domanda che un po’ tutti si pongono riguarda, ovviamente, le future mosse di Renzi e il destino del centrodestra, uscito dalla partita con le ossa rotte e non poche divisioni al suo interno. Il tema induce Francesco Verderami a chiedersi quale sia il vero Renzi. Quello che la mattina parla con Alfano per ricomporre lo strappo e, secondo alcuni ben informati, propone agli alleati una “agenda programmatica” a medio termine, senza condizionarne le scelte in vista delle regionali? Oppure quello che poi va da Vesta, a “Porta a porta”, e infierisce senza un minimo rispetto sui “partitini”, mandando su tutte le furie i dirigenti del Nuovo centrodestra? Qual è il vero Renzi? Quello che “minaccia politicamente Berlusconi, prefigurando la sua emarginazione se Forza Italia dovesse rompere il Patto del Nazareno sulle riforme? O quello che accarezza dagli schermi televisivi l’ex Cavaliere facendo intendere di non voler interferire nell’affare Telecom-Mediaset, lasciando che se ne occupi il mercato? La risposta che a questi quesiti dà Verderami sul Corriere è che “il vero Renzi è il doppio Renzi“. Il Renzi che “ritiene di non aver rivali nel Palazzo e di far presa grazie al bazooka di Draghi, l’euro competitivo per le esportazioni e un filo di ripresa”. Insomma, è lui alla testa del convoglio e siede in prima classe. Gli altri, tutti gli altri siedono in seconda. Devono arrangiarsi. Metafora calzante per spiegare l’interesse del premier a mantener diviso il campo dell’opposizione.

Forza Italia e Ncd di nuovo alleati per le Regionali?

Così “con Renzi che presidia il centro e assorbe la sinistra, la destra è sospinta verso l’estrema, nelle braccia di Salvini“. Per Verderami le regionali alle porte saranno un banco di verifica del possibile ritorno di una alleanza strategica tra Forza Italia e il partito di Alfano, anche se le divisioni all’interno dei due schieramenti sono tutt’altro che sanate. Né la rapidità con cui si muove Salvini  sembra poter prefigurare una ricucitura vasta del fronte che in passato riuscì a trovare intorno a Berlusconi la coesione necessaria per vincere le elezioni. A parere dell’editorialista “il punto è se il segretario della Lega vorrà spingersi fino alle estreme conseguenze, se cioè sarà disposto a rischiare una sconfitta alle Regionali sull’altare di un progetto nazionale”. Vedremo. Nel frattempo, camaleonte come è, Renzi si fa campione della sinistra, “schierandosi con Tsipras alla testa di una sorta di movimento per i diritti politici ed economici di una nuova Europa”. “Qual è allora il vero Renzi? Tutti e due. Anzi tutti e tre. E nessuno riesce ad afferrarlo. Per ora”.