Rabin come Jfk: in un film l’omicidio che sconvolse Israele

Il celebre regista cinematografico Amos Gitai (Kippur, Kadosh) ha iniziato domenica a Tel Aviv le riprese di un nuovo film centrato su uno degli episodi più traumatici nella storia di Israele: l’uccisione del premier laburista Yitzhak Rabin da parte di un giovane colono delle destra nazionalista ebraica determinato a far deragliare il processo di pace con i palestinesi. La parte dell’assassino Igal Amir (che sconta un ergastolo) è stata affidata al giovane attore Yogev Yefet che fisicamente gli assomiglia. Domenica ha fatto la sua prima apparizione davanti alla cinepresa sulla scalinata del municipio di Tel Aviv dove Rabin fu abbattuto con tre colpi di pistola il 4 novembre 1995. Il cast, riferisce la televisione Canale 10, comprende una settantina di attori. Il film dovrebbe arrivare nelle sale prima del ventesimo anniversario dell’attentato.

Dietro il delitto Rabin un complotto?

All’emittente il regista – simpatizzante della sinistra pacifista in Israele – ha precisato di essersi basato sul rapporto della Commissione ufficiale di inchiesta presieduta dal giudice Meir Shamgar. Quel documento, a posteriori, è stato giudicato peraltro lacunoso e insoddisfacente per ragioni politiche opposte. Da sinistra si lamenta che siano rimasti ancora senza nome i rabbini ultrà che, basandosi su presunti precetti biblici, potrebbero aver dato al killer la autorizzazione finale per eliminare fisicamente Rabin: ex generale ed eroe di guerra rispettato da molti israeliani, ma oggetto nei mesi precedenti la sua morte di pesantissimi attacchi di piazza in patria da parte della destra, anche di quella parlamentare. Dal fronte nazionalista si ribatte che non sarebbero state chiarite a fondo le denunciate collusioni fra il killer e un agente-provocatore stipendiato e manovrato dai servizi segreti.