Primarie in Campania: Pd nel caos, Migliore si ritira prima del via

Gennaro Migliore ritira la sua candidatura alle primarie Pd in Campania. La decisione è maturata nella giornata di mercoledì, dopo le tensioni registrate nel partito campano ed è divenuta definitiva questa mattina, dopo un colloquio con il presidente del Consiglio Matteo Renzi. Lo si apprende da fonti del Partito democratico. Alle primarie in programma domenica primo marzo si presenta un partito dilaniato dalle divisioni e dai veleni interni che deve fare i conti con tutti quelli che le primarie non le volevano. Dopo che il Pd mercoledì ha scelto di blindare il voto valutando che dopo quattro rinvii il tempo per ulteriori manovre fosse scaduto, il primo a tirarne le conclusioni è stato l’ europarlamentare napoletano Massimo Paolucci annunciando il suo addio al partito. «Tanti – ha spiegato in una accorata lettera agli elettori – sanno che le nostre prossime primarie saranno un replay peggiore di quelle svolte nel 2011. Tanti sanno che si va incontro a un disastro annunciato. Tanti sanno che sotto gli occhi di tutti si stanno spendendo montagne di soldi. Tanti sanno che sotto i nostri occhi si definiscono accordi con interi settori del centrodestra, con i protagonisti della stagione cosentiniana. Tutti, tanti, sanno ma nessuno interviene. Un clamoroso scaricabarile».

Primarie Pd: in Campania è un’altra cosa

I malumori sono particolarmente estesi e coinvolgono anche altre aree del partito. Come spiega un altro deputato dem, Guglielmo Vaccaro: «Tra me e il segretario Renzi c’è una totale identità di vedute: ambedue sappiamo che per la democrazia e l’integrità delle casse pubbliche Caldoro è meglio di De Luca e Cozzolino. Ma lui non lo può dire. Mentre noi che abbiamo qualche responsabilità in meno possiamo dire anche le verità più scomode. Non convocare l’assemblea – sottolinea Vaccaro – equivale a un’indicazione che porta alla vittoria di Caldoro». Dichiarazioni che mal si conciliano con gli auspici espressi dal vicesegretario del partito Debora Serracchiani: «Crediamo molto nello strumento delle primarie, ma c’è bisogno di calarle nei territori, perché un conto è pensarle in una stanza a Roma, un conto calarle nelle singole realtà». Mentre il centrosinistra mette a punto la macchina per domenica, qualcosa si muove anche a sinistra dove è a un passo dall’essere ufficializzata la candidatura alla presidenza dell’assessore alla Cultura del Comune di Napoli Nino Daniele per uno schieramento che comprende Sel, Prc e Altra Europa. Una scelta che ricompatta l’arco delle forze di sinistra e che trova il sostegno del sindaco di Napoli Luigi de Magistris che tuttavia ha detto di non voler partecipare alla campagna elettorale per non compromettere la sua candidatura a sindaco nel 2016 fuori «dalla gabbia partitica».