Popolari, 10 milioni di sospetti: scatta l’inchiesta. Gasparri: bloccare la legge

«Ritirare subito l’incauto decreto del governo sulle banche Popolari. Fu un errore vararlo, fu un errore ancora più grave ammettere che ci fossero requisiti di necessità e urgenza». All’indomani dell’allarmante audizione del presidente della Consob, Giuseppe Vegas, il senatore Maurizio Gasparri (Fi) chiede il ritiro di quel provvedimento del governo che tanti dubbi ha solleato anche sul ruolo del padre del ministro Boschi rispetto alle vicende borsistiche della Popolare dell’Etruria. «Le vicende inquietanti che anche il presidente della Consob Vegas ha confermato in un’audizione parlamentare, il commissariamento della Banca dell’Etruria (vicepresidente Boschi) e altre vicende che si stanno profilando – dice Gasparri – fanno capire che questo decreto può avere alimentato speculazioni. Qual è stato il ruolo di Serra, cosa è successo su molte piazze valutarie? Quanto emerge dalla Consob ci preoccupa fortemente. Così come altre inchieste che sono state avviate dalla magistratura. Il decreto serve a coprire ulteriori manovre speculative? A far colonizzare il sistema creditizio italiano, ad alimentare operazioni tese a coprire il devastante buco di bilancio del Monte dei Paschi di Siena? I dati dell’istituto senese sono inquietanti e dimostrano come la sinistra abbia responsabilità storiche nella devastazione del sistema creditizio italiano. Dalle battute su “abbiamo una banca”, alla realtà odierna del giochino bancario che a sinistra non finisce mai. Basta con questo decreto. Si discuta in Parlamento di queste vicende inquietanti che non possono certo passare sotto silenzio”.

La denuncia del presidente della Consob

«Ci sono stati acquisti anomali sulle popolari in borsa prima delle voci sulla riforma in arrivo dal governo con guadagni nell’ordine dei 10 milioni di euro per chi ha movimentato i titoli del comparto». Era stato il presidente della Consob, Giuseppe Vegas, ieri, in audizione alla Camera, dove è partito l’iter di conversione del decreto varato il 20 gennaio, ad anticipare i primi risultati degli accertamenti dell’autorità di vigilanza. A guardare alle quotazioni nel periodo antecedente al 16 gennaio, quando si sono diffusi i rumor sul mercato, si è visto che le azioni delle banche popolari hanno mostrato in media una performance negativa, a esclusione della Bpm. «Le analisi effettuate – segnala Vegas – hanno rilevato la presenza di alcuni intermediari con un’operatività potenzialmente anomala, in grado di generare margini di profitto, sia pur in un contesto di flessione dei corsi. Si tratta, in particolare, di soggetti che hanno effettuato acquisti prima del 16 gennaio eventualmente accompagnati da vendite nella settimana successiva. Le plusvalenze effettive o potenziali di tale operatività sono stimabili in circa 10 milioni di euro». Proprio oggi la procura di Roma ha aperto un’inchiesta, per ora contro ignoti, sulle presunte operazioni anomale avvenute prima del 16 gennaio, data dei primi rumors sulla riforma delle banche popolari,riguardanti i titoli del comparto. Gli accertamenti sono curati dal procuratore Giuseppe Pignatone e dall’aggiunto Nello Rossi.