Per difendere i bambini Rom Elio Germano accusa gli italiani (video)

I leghisti sono riusciti nell’impresa di risvegliare dal torpore i grandi e piccoli artisti di sinistra che da un po’ di tempo, complice il renzismo dilagante e la depressione post-berlusconiana, erano piombati in uno stato catartico che lasciava presagire un lungo periodo di autoflagellazione. E invece no. L’annuncio dell’arrivo a Roma di Matteo Salvini per un comizio – un comizio, mica un omicidio – ha ricompattato le truppe dell’intellighentia di sinistra che ci delizia sul piccolo e sul grande schermo, da Elio Germano ai 99 Posse, da Moni Ovada a Erri de Luca, il teorico della lotta anti-Tav. Il fronte degli artisti anti-Salvini, che ha sottoscritto un documento di indignazione per la manifestazione leghista di domani a piazza del Popolo, ha firmato un appello che chiama in piazza “lettori, artisti, insegnanti, artigiani, ricercatori e cittadini”, nella speranza che qualcuno, domani, rinunci al week end a Capalbio o a Cortina per andare a protestare contro i leghisti. Difficile, molto difficile.

Il video anti-Salvini di Elio Germano

Ma c’è di più. Il leader degli artisti “indignados”, Elio Germano, ha anche girato un video nel quale, attorniato dai bambini Rom, li difende dalle accuse di Salvini e ne ricorda la “persecuzione”, come quella, secondo il protagonista del “giovane Leopardi”, subita dagli italiani emgrati in America nel dopoguerra, offesi e discriminati dalle autorià statunitensi.  “Sono bassi, scuri, puzzano…”, legge Germano ai bambini, che sorridono, hanno capito che non si parla di loro ma degli emigranti italiani.

Piccolo dettaglio: quei giudizi offensivi non arrivavano dagli americani ma dei funzionari della sicurezza. E soprattutto, gli italiani arrivavano lì per lavorare, non si accampavano in campi senza regole e non andavano in giro a elemosinare. La colpa, sia chiaro, dei non è dei bimbi nomadi ma dei genitori, che come tutti possono verificare subiscono spesso e volentieri un pessimo trattamento dai propri cari, che non li mandano a scuola e li utilizzano per fare soldi. Germano, da buon demagogo,  queste cose non le dice, si guarda bene dal chiedere a quei bambini Rom di farsi mandare a scuola, per esempio, ma punta l’indice contro i razzisti, che sono quelli che non la pensano come lui. Nel video  racconta la favola di Trilussa ”L’orco innamorato”, la cui conclusione è: «C’è un paese nel mondo dove non si ricordano le cose: l’Italia». Ma ricordare che tutti, grandi e piccini, Rom o italiani, devono rispettare le leggi, è davvero razzismo?