Il patto di Arcore tra Berlusconi e Salvini ha un banco di prova: il Veneto

Silvio Berlusconi e Matteo Salvini si incontrano, con un blitz notturno del leader del Carroccio domenica nella villa del Cavaliere ad Arcore, e prospettano un nuovo cammino comune per i due principali partiti di centrodestra. Un’intesa che punta alle elezioni regionali di maggio ma che, per ora, si limita ad una dichiarazione di guerra al governo di Matteo Renzi: “Opposizione parlamentare a 360 gradi”. La notizia ovviamente occupa grande spazio sui giornali e in particolare il nuovo patto che riunisce Forza Italia alla Lega viene battezzato da Libero “patto degli spinaci”, prendendo spunto dal menu offerto ad Arcore.

Il futuro del centrodestra passa per il Veneto

Entusiasmo nei giornali di centrodestra per l’alleanza con il “Matteo giusto” (la definizione è ancora di Libero). Maurizio Belpietro interpreta la cena di Arcore tra i due come un segno di vitalità nel centrodestra e in particolare in Forza Italia dove il Patto del Nazareno aveva portato a una disaffezione progressiva dell’elettorato diffidente verso un premier che è anche segretario del Pd. Ma Berlusconi e Salvini ce la faranno? “Difficile dirlo – risponde Belpietro – ma una cosa è certa: se c’è un futuro per il centrodestra, nell’immediato questo passa dal Veneto”. Lì Renzi punta a dimostrare di essere autosufficiente. Lì, lo sanno anche Berlusconi e Salvini, senza un accordo del centrodestra la Regione verrebbe consegnata a una “pupilla del presidente del Consiglio”, cioè ad Alessandra Moretti.

Gioco di sponda in Parlamento

Ed è sul fronte parlamentare, dove le riforme istituzionali sono in discussione a tempo pieno, che si avrà modo di osservare il gioco di sponda tra Lega e Forza Italia. Un gioco tutto fondato sugli emendamenti: gli azzurri ne hanno preparato un migliaio, la Lega farà la sua parte con emendamenti puntati sul federalismo e Forza Italia li voterà. Anche così, dopo la cena di Arcore, Silvio e Matteo si preparano a sparigliare i giochi.