Il Papa grida allo «scandalo»: Ucraina, una guerra fratricida tra cristiani

È sull’incandescente fronte ucraino che si concentra l’attenzione del Papa che, nel corso della rituale udienza generale del mercoledì, ha rivolto sin dalle prime battute un “appello” per l’Ucraina, dove «purtroppo la situazione sta peggiorando e si aggrava la contrapposizione tra le parti». Un conflitto, quello che si sta consumando, che ha causato molti morti, «tra cui moltissimi civili» ha ricordato il Papa, chiedendo a stretto giro con fermezza che «cessi al più presto questa orribile violenza» e rinnovando  l’«appello a ogni sforzo» mondale per la ripresa del dialogo.

L’invito alla preghiera

«Fratelli e sorelle – ha quindi aggiunto il Papa a braccio dopo il primo appello alla comunità internazionale per la pace in Ucraina – quando io sento le parole “vittoria” o “sconfitta” sento un grande dolore, una grande tristezza nel cuore: non sono parole idonee: l’unica parola corretta è “pace”». A questo punto Bergoglio è stato applaudito dalla folla dei presenti, toccati dall’accorata partecipazione dimostrata soprattutto in alcuni passaggi del suo discorso, che poi il Pontefice ha proseguito rimarcando dolorosamente l’aspetto fratricida di questo conflitto dicendo: «Io penso a voi fratelli e sorelle ucraini; ma voi riflettete sul fatto che questa è una guerra tra cristiani. Voi tutti avete lo stesso battesimo, e state lottando tra di voi, e questo è uno scandalo. Preghiamo tutti, allora, perché la preghiera è la nostra protesta davanti a Dio in tempo di guerra».

L’appello al dialogo

Quindi, «ancora una volta – è tornato a ripetere il Pontefice come pochi istanti prima l’invito alla preghiera – il mio pensiero va all’amato popolo ucraino e a una realtà bellica che aggrava la contrapposizione tra le parti». E accanto alla preghiera per le vittime e per le loro famiglie, ha quindi concluso Papa Francesco, «chiediamo al Signore che cessi al più presto questa orribile violenza fratricida e che riprenda il dialogo per la ricerca di un accordo: unica via possibile per riportare la pace e la concordia in quella martoriata terra».