Palermo, l’Anpi proibisce a Orlando di andare al convegno su Almirante

Giorgio Almirante sarà ricordato nel centenario della nascita domenica 1° marzo al teatro Politeama di Palermo da esponenti della cultura,della politica e della società italiane. Mancherà il sindaco della città, Leoluca Orlando, che ha ceduto al diktat dell’Anpi locale, l’associazione partigiani, che è insorta dopo che il primo cittadino aveva accettato di aprire i lavori. Non è qui il caso di ricordare che Almirante è stato uno dei più grandi politici italiani e che ha fatto della pacificazione nazionale il suo faro ideale: tutto ciò è stato più volte ricordato unanimemente da tutta la classe politica italiana, a cominciare da quel Pajetta, lui sì partigiano, che alla morte del leader del Movimento Sociale Italiano, venne alla sede di via della Scrofa per portare il suo commosso ricordo. È stato ricordato dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in più di una circostanza, e da Luciano Violante quando, tanti anni fa, chiese ufficialmente scusa a Pinuccio Tatarella per la persecuzione e la discriminazione, spesso sanguinose, cui fu ingiustamente sottoposto il Msi e i suoi coraggiosi militanti per decenni. La Camera dei deputati ha pubblicato i discorsi di Almirante e decine di strade e piazze in tutta Italia sono a lui dedicate.

Il rancore dei nostalgici contro Almirante

Solo l’ottusità e il rancore dell’Anpi possono mettere in dubbio la dirittura morale e l’opera politica e sociale di Giorgio Almirante e del Movimento Sociale: mentre Almirante si sforzò tutta la vita di sanare le ferite della guerra civile e di pacificare il popolo italiano, l’Anpi continua a rinfocolare vecchi odi e rancori diffamando un galantuomo della politica. Almirante e i parlamentari missini furono addirittura perseguiti dalla magistratura per varie ipotesi di reato, si tentò di sciogliere il Msi, ma senza mai riuscirsi. La fiamma ha attraversato il deserto, vinto le elezioni e governato questo Paese, alla faccia dell’Anpi. Un ragazzo di Salò, Mirko Tremaglia, è diventato ministro della Repubblica “democratica e antifascista”, come amavano dire. Sempre alla faccia dell’Anpi. Missini conclamati, sì, quelli che si volevano mettere fuorilegge, sono diventati ministri e sottosegretari, mentre l’Anpi evidentemente masticava amaro. E adesso, quando la Fondazione Alleanza Nazionale, che custodisce la memoria storica e culturale del Msi e di Alleanza Nazionale, la Fondazione Giuseppe e Marzio Tricoli e la Fondazione Giorgio Almirante vogliono ricordare con un grande convegno la figura di un grande italiano, ecco che dal passato l’Anpi resuscita vecchi fantasmi di odio, intimando al sindaco di Palermo di non partecipare alla doverosa commemorazione. Peraltro non risulta che in Sicilia i partigiani imbracciarono mai i fucili… E la cosa più grave è che Orlando “ubbidisca” all’associazione dei nostalgici partigiani e declini l’invito dopo avervi aderito. Nella sua lettera di scuse, Orlando riconosce comunque il grande impegno di Almirante e del Msi contro la mafia.

Anpi o non Anpi, il convegno di Palermo si terrà

In ogni caso, Anpi o non Anpi, la manifestazione si terrà nei modi e nei tempi stabiliti, e pazienza se il sindaco non si farà vedere: la manifestazione sarà aperto da Franco Mugnai, per la Fondazione AN, da Giuliana de’ Medici, per la Fondazione Almirante, e da Fabio Tricoli, per la Fondazione Giuseppe e Marzio Tricoli, promotrici dell’evento. Nel corso del Convegno sarà proiettato il documentario “Almirante l’Arcitaliano” che ripercorre la lunga carriera politica del leader del Msi attraverso comizi, interventi ai Congressi del partito e alle tribune televisive. Documenti in parte inediti accompagnati dalle riflessioni di giornalisti come Giampaolo Pansa, Pietrangelo Buttafuoco e Marcello Veneziani, storici come Giuseppe Parlato ed esponenti politici di primo piano come Giulio Andreotti e Arnaldo Forlani. Il documento è stato realizzato da Massimo Magliaro, giornalista e storico collaboratore di Giorgio Almirante che dopo la proiezione del filmato modererà gli interventi di Giorgia Meloni, Nello Musumeci, Guido Lo Porto ed Enzo Trantino.