No alla nuova moschea a Monteverde: 300 firme in poche ore

Il movimento Prima l’Italia ha lanciato una raccolta firme per una petizione contro lapertura della nuova Moschea nel quartiere Monteverde di Roma. In poche ore sono state raccolte oltre 300 firme, che testimoniano la grande preoccupazione dei cittadini romani per l’apertura ormai prossima della nuova Moschea. Il movimento Prima l’Italia che fa capo a Gianni Alemanno per primo si è dato da fare per denunciare l’iniziativa con un esposto alla Polizia di Roma Capitale, suggerendo di contattare l’ambasciata del Bangladesh per  una traduzione dei volantini apparsi a Monteverde con cui si chiedono finanziamenti e aiuti per ultimare i lavori dell’edificio.

Moschea a Monteverde abusiva

«Fermo restando il rispetto verso le diverse culture religiose, in un momento in cui anche causa dell’emergenza libica il nostro Paese è nel mirino del fondamentalismo islamico, riteniamo assolutamente sbagliato aprire nuove Moschee a Roma, specie senza il controllo delle Istituzioni preposte alle quali facciamo appello per verificare l’effettiva destinazione d’uso dei locali. Per questo motivo abbiamo lanciato la petizione», affermano i militanti di Prima l’Italia, che invitano tutti i cittadini contrari all’iniziativa a contattarlii tramite l’indirizzo mail nomoscheamonteverde@gmail.com”. «Negli ultimi giorni – si legge nel testo della petizione – sono apparsi sui muri del quartiere Monteverde dei volantini redatti in bengalese, nei quali si chiede un contributo per la ristrutturazione di un locale sito in Circonvallazione Gianicolense, 223 che viene proposto come luogo di culto islamico; non risulta nessuna richiesta di autorizzazione in tal senso presso le autorità preposte, in particolare per utilizzare i locali in questione come centro di preghiera.

I romani sono preoccupati

Secondo i dati diffusi, a Roma esisterebbero più di 100 luoghi di culto islamico di cui meno di 50 risultano registrati e autorizzati. Pertanto è giustificata la  preoccupazione dei romani rispetto al rischio che luoghi di culto islamico non autorizzati e quindi privi della necessaria trasparenza siano o divengano luoghi di predicazione fondamentalista e centri di raccolta di estremisti islamici. «Per questo motivo i sottoscritti cittadini chiedono alle autorità competenti di fermare ogni genere di lavoro, nei locali sito in Circonvallazione Gianicolense 223, fino a quando non sarà verificata l’esatta utilizzazione degli stessi e saranno concesse tutte le necessarie autorizzazioni, garantendo l’assenza di ogni forma di attività illegale». A dichiararlo in una nota Brian Carelli e Giorgio Ciardi, componenti del direttivo romano del Movimento Prima l’Italia.