Muore la bimba nata dalla mamma in coma: il padre sporge denuncia

Un orrore che tracima dall’agosto del 2013: non ce l’ha fatta la piccola Maria Liliana, la bimba nata nel dicembre 2013 dalla mamma in coma, Carolina Sepe, venticinquenne ferita a morte da un vicino di casa. Un dramma il cui ultimo atto è la prematura scomparsa della bimba all’ospedale Santobono, per cui il padre Giampiero Siniscalchi ha presentato una denuncia alla Procura di Napoli, che ha aperto un’inchiesta e immediatamente disposto l’acquisizione della cartella clinica della bimba, fatta dagli agenti della Polizia di Stato. L’indagine è coordinata dal procuratore aggiunto Luigi Frunzio e dal sostituto procuratore Sergio Amato. Il procedimento, per l’ipotesi di reato di omicidio colposo, è contro ignoti. Nei prossimi giorni sarà affidato ai consulenti l’incarico per l’autopsia.

La denuncia del padre

All’ospedale Santobono la piccola era giunta lo scorso primo febbraio: i medici le avevano diagnosticato una broncodisplasia e disposto il ricovero nel reparto rianimazione. Un dato che si apprende in queste ore dall’avvocato Raffaele Bizzarro, che assiste la famiglia delle vittime nel processo che si concluderà ai primi di marzo con il rito abbreviato davanti al gip del Tribunale di Avellino. Alla Procura è stato chiesto, ha spiegato dunque il legale, «di verificare tutti gli atti e i protocolli seguiti per assistere la piccola», nata prematura di cinque mesi, che soffriva di crisi respiratorie e trascorreva lunghi periodi di cura nel nosocomio napoletano dove era nata. Il decesso è avvenuto nella mattinata di lunedì. I funerali, la cui data non è stata ancora fissata, dovrebbero svolgersi a Quindici (Avellino), dove risiede il padre Giampiero Siniscalchi.

Nata e morta al Santobono

Un epilogo tragico, quello della prematura scomparsa della piccola, purtroppo arrivato a concretizzarsi in queste ultime ore, che chiude il cerchio di morte che ha spezzato le vite di un’intera famiglia a partire da un giorno d’estate di due anni fa, quando Domenico Aschettino, vicino di casa in lite da tempo con la famiglia Sepe, fece fuoco all’impazzata contro Carolina, all’epoca in procinto di diventare mamma, suo padre e sua nonna. La ragazza, ferita a morte, entrò in coma pochi giorni dopo la feroce sparatoria, così si decise di far nascere la bambina prematuramente con la madre in stato vegetativo il successivo 19 dicembre: Maria Liliana veniva alla luce, e la mamma si spegneva, definitivamente, poche settimane dopo il parto, il 4 gennaio. Ma in quell’ospedale la piccola, che soffriva di crisi respiratorie, trascorreva lunghi periodi di cura: e là dove era nata, è anche deceduta.